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Lettere

DEBITO PUBBLICO DELLA RUSSIA

Risposta a Loris Auzzi

Giulietto Chiesa
venerdì 30 dicembre 2016 13:54

Buongiorno, Giulietto.

Volevo farti un paio di domande, riguardanti il debito pubblico russo. Mi stavo documentando su cosa e' il debito pubblico, e il modo di abbassarlo, visto che in Italia sta arrivando la trojka. Durante la mia ricerca, mi sono imbattuto su un grafico pubblicato da questo sito http://it.actualitix.com/pae./rus/russia-debito-pubblico.php , il quale cita come fonte il fondo monetario internazionale. Il grafico fa vedere in modo chiaro che il debito pubblico russo, si è ridotto dal 100% all' 8% dal 2000 (anno di arrivo di Putin alla presidenza) al 2008.

Le mie due domande sono queste:

Come ha fatto Putin ad abbassare il debito pubblico del 92% in 8 anni, ha per caso chiesto sacrifici alla sua popolazione? Visto che è chiaro che l' abbassamento del debito pubblico coincide con il cambio di presidenza Boris Eltsin-Putin, che cosa è successo veramente in Russia in quegli anni?

Scusa se ti disturbo, Giulietto, ma sei l' unico che può spiegarmi in maniera corretta e sincera questo argomento, vista la tua conoscenza della Russia Scusa il disturbo,

Auguri di buon anno,

Cordiali saluti,

Loris Auzzi.

==========

Caro Auzzi, i dati che fornisci sono giusti. Putin ha utilizzato i proventi dell'esportazione energetica e di materie prime per costituire due fondi finanziari interni, uno dei quali dedicato alle questioni sociali, e l'altro come riserva per eventuali necessità finanziarie dello Stato russo, incluse quelle di emergenza. È chiarissimo che la linea di Putin si è abbastanza presto discostata da quella di Eltsin. Putin fu portato alla presidenza dagli oligarchi eltsiniani, che erano convinti di poterlo tenere sotto il loro controllo. Le cose sono andate male per loro, sebbene Putin non abbia rimesso in discussione le privatizzazioni dell'era eltsiniana. Putin ha presto compreso (e io ne ho ampiamente scritto) che la Russia doveva "autonomizzarsi" (seppure con gradualità e prudenza) dall'abbraccio, mortale per la sua sovranità nazionale, del capitale finanziario occidentale. Ha usato dunque i proventi derivanti dall'alto prezzo del petrolio, per ridurre il debito pubblico. Questa linea si rivela oggi decisiva per garantire alla Russia una relativa (ma anche, in alcuni momenti, decisiva) libertà di movimento. Vedi la politica in Medio Oriente. Tuttavia l'offensiva politico-militare americana degli ultimi tre anni, (crisi ucraina in primo luogo) , insieme all'abbassamento artificiale (politico) del prezzo del petrolio, e alle sanzioni economiche, ha provocato un secco rallentamento delle entrate finanziarie in valuta, la caduta del rublo, e una contrazione secca del Pil, con relative cadute sociali, su cui il governo è intervenuto, per pararle, utilizzando i fondi salvataggio. Per questo motivo le decisioni di previsione per il 2017-2018 prevedono una relativa virata verso l'aumento dell'indebitamento internazionale della Russia. Queste decisioni, già prese, incontrano tuttavia una notevole resistenza nel paese. Ci sono critiche, anche molto forti, contro la politica della Banca Centrale Russa (piuttosto sensibile ai richiami del Fondo Monetario Internazionale) e contro la politica del governo. Putin media tra queste due opposte linee. Ma è evidente che non intende cambiare rotta. Adesso si tratta di vedere cosa farà Donald Trump: se manterrà o meno le promesse elettorali di attenuare la tensione con Mosca.

 
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