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Stato dell'arte

Stato dell'Arte Numero 1


admin3
lunedì 31 maggio 2010 07:23

Nota di riflessione e di lavoro per tutti i membri delle prime due centurie di Alternativa

Giulietto Chiesa. 21 maggio 2010

Cari tutti, cerco, con questa nota, di riassumere non tutti ma numerosi spunti che vanno emergendo dalla discussione tra noi, sui forum, dalle lettere e dai contatti personali che ricevo, dagli incontri pubblici che mi servono come termometro della situazione e, ovviamente, dalle notizie che emergono sugli sviluppi della crisi.

a) Intanto stiamo arrivando velocemente a 200 iscritti. Che per gl'impegni presi sono 200 militanti. E le prospettive di crescita sono abbastanza sostenute.

 

b) Noto una esigenza abbastanza diffusa di accelerazione che ritengo pericolosa e da correggere. La comprendo (tutti sentiamo l'urgenza di una nostra pubblica apparizione sulla scena della politica), ma non la condivido. Ci sono molte cose da fare, tutte urgenti. Ma non possiamo farle tutte insieme. Per meglio dire: potremmo farne alcune, molto in fretta, ma tagliando fuori fin dall'inizio un necessario dibattito democratico tra di noi. Che invece è essenziale.

Abbiamo detto che dobbiamo imparare assieme. Il che significa rifuggire dalla tentazione di lasciare indietro molti che, appena arrivati, avanzano interrogativi tutti legittimi.

Esempio: Alternativa deve darsi uno Statuto. Esigenza giustissima. Ma uno Statuto è anche (non soltanto) il risultato di una chiarificazione strategica. Ovvio che se ne deve discutere , e intensamente, ma non si possono bruciare le tappe e scavalcare d'impeto interrogativi essenziali che rimangono irrisolti.

 

c) L'interfaccia pubblico attuale di Alternativa è, al momento, il mio nome (e la mia immagine). In prospettiva non sarà più così. Ma per superare questa fase occorre che si crei un primo abbozzo di gruppo dirigente. Per ora temporaneo, ma funzionante.

Per altro questa situazione è già divenuta altamente critica, nel senso che si rovescia su di me una miriade di domande (di ogni genere e tipo). In molti casi di colloqui personali di chiarificazione che comportano un dispendio di tempo e di energie superiore alle mie forze. Quindi formulerò qui alcune proposte, che sono mie e che nascono dall'osservatorio generale in cui mi trovo. Esse non hanno un contenuto "democratico" perché sono scelte funzionali derivanti da quello che al momento sono in grado di vedere. Del resto non potrebbero averlo perché Alternativa non ha ancora organismi democratici collettivi di decisione. Ma vi prego di condividerle sulla fiducia della mia valutazione. Questo non significa che i nomi che proporrò siano gli unici che vedo come particolarmente promettenti e, insieme, disponibili a un impegno superiore alla media. Ve ne sono - noto con piacere - parecchi altri. Ma, per il momento mi soffermo su quelli che ora proporrò.

Vi sono due ruoli che devono essere coperti, affiancandomi in questa fase: un responsabile dell'organizzazione, la cui funzione sarà quella di seguire la formazione dei gruppi regionali, lo sviluppo delle loro iniziative. Mantenere i contatti con i nuclei dirigenti, fornire le risposte immediate alle numerose domande di chiarimento, di sostegno. Una consulenza permanente sul da farsi. Uno smistamento delle forze che possono intervenire sul territorio; la circolazione delle idee e, quando sarà utile, anche dei contatti orizzontali. Etc.  Ho individuato in Fabrizio Tringali di Genova, persona che conosco da tempo e di cui ho, evidentemente, alta fiducia. Sarà a lui che si dovrà, in prima istanza, fare riferimento. E sarà lui che mi permetterà di avere costantemente il quadro della situazione.

Un secondo responsabile è indispensabile. Il responsabile dei rapporti con l'esterno.

Ho individuato in Paolo Bartolini la persona che può svolgere questa funzione. Bartolini non lo conosco da molto tempo, essendo uno dei nuovi militanti di Alternativa. E' attualmente coordinatore del gruppo Marche. Ho potuto vedere la rapidità e la precisione con cui è entrato nel lavoro ideativo e organizzativo. E la ricchezza di idee e di iniziativa  che esprime. La sua funzione sarà  quella di istituire, sviluppare i contatti esterni con organizzazioni, personalità centri di iniziativa culturale, associazioni, iniziative che nascono dai territori e che o hanno manifestato interesse verso Alternativa, o sviluppano azioni politiche e culturali alle quali Alternativa è interessata a partecipare. In questi meno che due mesi di partenza di Alternativa situazioni come quelle descritte si sono moltiplicate e mi è già impossibile farvi fronte da solo. Cito solo due esempi: la raccolta delle firme contro la privatizzazione dell'acqua (già avviata con successo indipendentemente da Alternativa,   ma alla quale abbiamo sporadicamente partecipato), la prossima iniziativa di un referendum contro il nucleare (alla quale io ritengo che Alternativa debba partecipare fin dall'inizio) e decine di altri momenti di mobilitazione popolare e giovanile, in corso e in progettazione.  Tra questi l'iniziativa di Tonino Perna di un vasto incontro a Teano, il prossimo ottobre, in difesa dell'unità d'Italia e della Costituzione.

Le brevi biografie di Tringali e di Bartolini le troverete in calce a questa nota, insieme ai contatti essenziali.

 

d) Emerge l'esigenza, che condivido, di precisare meglio, per chi s'imbatte in Alternativa, le caratteristiche distintive della nostra organizzazione in fieri. Nella mia relazione del 17 aprile questi dati erano posti, mi sembra, con sufficiente chiarezza, ma di non facile assimilazione per che vi s'imbatta con una limitata esperienza politica. Bartolini che ha fatto una sintesi pregevole e chiara. Ma anch'essa deve essere trasformata in una specie di manifesto sintetico facilmente trasformabile in materiale esplicativo. Penso che a questo approdo dovremo giungere entro il mese di giugno e alla sua stesura mi accingo personalmente, anche se mi aspetto, da chi di voi vorrà, un contributo di idee, nel quadro della relazione della prima Assemblea nazionale.

Per quanto mi concerne io penso che l'asse portante del nostro ragionamento debba essere la proposta di una organizzazione-laboratorio che costruisca e sviluppi una cultura della transizione. Questo ci contraddistingue dagli altri. E' la nostra diversità.

Per due ragioni: la prima è che pochi, o pochissimi, si rendono conto della vastità delle crisi che sono già cominciate e dei tempi drammatici del loro sviluppo. La seconda è che anche i molti che hanno avviato la cultura di un nuovo modo di vivere e consumare non la collocano nella cornice di una transizione da una società a un'altra. O addirittura ( lo dico senza polemica, ma deve esserci chiaro) sembrano illudersi sulla possibilità di una transizione indolore. La cosiddetta "decrescita felice". Io ritengo in proposito due cose: la decrescita, purtroppo, non potrà essere felice e sarà invece drammatica. Secondo: non può essere un programma di governo per la semplice ragione che ci sarà imposta dalle circostanze e non - di nuovo purtroppo - il frutto di una saggia decisione. Noi pensiamo che si faccia un cattivo, sebbene involontario, servizio alla gente alimentando speranze impossibili. E pensiamo al contrario che si debba dire, adesso, senza perdere tempo, la verità sulle crisi, senza nasconderne o attenuarne la portata.

 

e) Non mi sono sfuggite le perplessità di alcuni sulla presenza di personalità della politica tradizionale  alla nostra prima assemblea nazionale, così come di fronte al mio annuncio in cui informavo che altre personalità erano state invitate a partecipare.  Io ritengo che la nostra ricerca di alleanze deve essere a tutto campo. Noi non siamo alternativi a nessuno che si muova per il cambiamento verso una transizione e verso la rinascita della democrazia. Il confronto avverrà sui contenuti e non su alchimie e alleanze meno che trasparenti. Ma bisogna sapersi guardare attorno, applicando la difficile arte della distinzione, che permette a chi la sa coltivare di evitare di guardare nella notte in cui tutti i gatti sono bigi. Non è così. Siamo già in un momento di transizione profonda, in cui molti punti di vista mutano. Bisogna saperli cogliere. Sempre così avviene quando comincia una crisi. E quella attuale è enorme e non potrà non produrre sconvolgimenti anche nelle menti, oltre che nelle condizioni umane. Volta a volta, comunque, discuteremo le opportunità, le occasioni, e arriveremo a decisioni condivise. Questo è un impegno solenne che assumo di fronte a tutti voi.

Nello stesso tempo penso che dobbiamo essere molto realisti. Per una certa fase, sicuramente per la fase che accompagnerà la nostra crescita, dobbiamo sapere che procederemo da soli. Non ci saranno confluenze, conversioni collettive, fusioni, e altre forme di unificazioni di vertice. Ogni gruppo, movimento, progetto, è ancora convinto di "avere ragione", anzi di avere tutta la verità all'interno del suo "particolare". Questo  resterà il dato almeno fino al momento in cui Alternativa avrà acquisito una sua massa critica, in grado di affermare la sua presenza e il suo peso, e di imporsi come un centro reale di attrazione. Solo in quella fase si apriranno possibilità di convergenze significative. Non prima e non a prescindere. In politica - questa è la regola generale, che non ammette eccezioni - contano i rapporti di forza. Che possono anche essere di tipo diverso : da quello militare a quello numerico, a quello ideale, a quello psicologico. Ma si tratta sempre di rapporti di forza e non d'altro. Lo ribadisco perché continuano a riapparire, anche nella nostra discussione, appelli a convergere con Beppe Grillo, o con altri. Cosa che, prima ancora e a prescindere dalla sua opportunità, è impossibile perché Grillo (ma come lui tutti gli altri, anche con pesi specifici di gran lunga minori) è impermeabile a questo tipo di sollecitazioni. E lo è perché anche lui (come quasi tutti gli altri) non vede la crisi epocale che condurrà alla transizione.

 

f) Una questione cruciale è la rimessa in vita di pandora tv. Ci sono diverse idee e proposte, sulle quali intendo convocare una apposita riunione di un gruppo di lavoro che sto predisponendo. Questa riunione, nelle mie intenzioni, dovrà svolgersi nel mese di giugno e produrre una proposta a tutta l'organizzazione. Alternativa si distingue da tutti gli altri per una sua precisa visione politica della battaglia sulla comunicazione. Pandora TV è il nostro strumento per questa battaglia. Ma farla ripartire comporta una serie di precise scelte, assunzioni di responsabilità e meccanismo di finanziamento.

 

g) Dal punto di vista operativo io credo che dobbiamo prevedere una serie di approdi nazionali sulle questioni tematiche su cui abbiamo cominciato a discutere (vedi i forum sul sito) , nella forma di riunioni nazionali preparate da un documento di sintesi proposto alla discussione di tutti. Ma queste conferenze di Alternativa costeranno e non possiamo sostenere la loro programmazione senza avere, prima definito preliminarmente le forme del finanziamento. Dico preliminarmente perché una sistemazione della materia dovrà essere fatta meditandoci sopra con attenzione e non affrettatamente. Ma nulla impedisce, anche qui, una soluzione per gradi, appunto per fare fronte alle necessità più urgenti.

Sono emerse da più parti proposte analoghe che convergono su questa idea, in parte vaga, in parte assai precisa: avviare un tesseramento nazionale con quota fissa, uguale per tutti, di 25 euro. E, su questa base comune, fare appello alle diverse possibilità economiche di ciascuno perché contribuisca in proporzione al suo reddito .(ipotesi del 5 per mille). Questa seconda parte del ragionamento, prima ancora di valutarne la giustezza, richiede comunque una struttura amministrativa relativamente complessa, che ancora non abbiamo. Io propongo dunque di decidere assieme di avviare entro il mese di giugno il tesseramento di tutti gli aderenti a 25 euro. E di fare appello al senso di militanza di ciascuno perché (come alcuni hanno cominciato a fare) contribuisca alla vita di Alternativa con contributi addizionali corrispondenti alle sue disponibilità di reddito e alla spinta ideale che lo muove.

 

h) Informo che l'Associazione "Megachip - democrazia nella comunicazione" ha votato nei giorni scorsi, all'unanimità, il suo scioglimento, e  di devolvere ad Alternativa il capitale attivo di cui disponeva e i suoi assetts, cioè le sue compartecipazioni in alcune iniziative di carattere culturale e produttivo. Potrete leggere sul sito www.megachip.info la risoluzione finale e le decisioni corrispettive, che riguardano molto da vicino Alternativa. Il sito www.megachip.info, continuerà la sua attività in forma autonoma, a fianco di Alternativa, ma con struttura indipendente. Il tesseramento di Alternativa potrà dunque essere fatto attraverso i sistemi di pagamento e di contribuzione che erano appannaggio di Megachip Associazione e che restano in vigore. In particolare il tasto paypal sul sito www.megachip.info.

Propongo che le entrate del tesseramento siano gestite centralmente, in questa fase. Le esigenze di spesa dei gruppi regionali (solo in questa fase, in attesa di definizione organica del problema) saranno amministrate d'intesa con l'Amministrazione Centrale. Non ho al momento una candidatura per questo ruolo di controllo transitorio. Se vi sono autocandidature le esaminerò con tutta sollecitudine.

 

i) Per tutte le cose qui dette, è indispensabile una forte azione di proselitismo. Con l'obiettivo di raddoppiare i membri di Alternativa entro l'estate, cioè entro il 31 luglio.

 

Cordiali saluti a tutti.

Giulietto Chiesa

 

P.s.  Mi propongo di rendere periodiche queste comunicazioni sullo Stato dell'Arte, in modo che tutti siano in grado di percepire il pulsare degli sviluppi e di intervenire in tempo reale sul sito. Che, nel frattempo, subirà una serie di ulteriori trasformazioni. La più importante delle quali è l'apertura di un forum unificato, dove chiunque potrà intervenire (al momento attuale i commenti ai singoli articoli erano dispersi in più aree e rendevano difficile la loro individuazione).

Resteranno i forum tematici e i forum regionali, ma i commenti per Alternativa saranno tutti unificati nel Forum principale, visibile a tutti.

 

Seguono le brevi biografie di Fabrizio Tringali e Paolo Bartolini.

 

Fabrizio Tringali

Sono nato a Genova, il 24 giugno 1975, ho una bimba di 2 anni e lavoro come analista-programmatore. Sto per laurearmi in Scienze Politiche con una tesi sul rapporto fra la TV ed i partiti politici.
Sono iscritto al sindacato FIOM e delegato alla Rappresentanza Sindacale Unitaria.
Qualche anno fa sono stato tra i fondatori dell'associazione "Il Cantiere - per il bene comune", insieme, tra gli altri, a Giulietto Chiesa, Elio Veltri, Achille Occhetto, Antonello Falomi, Diego Novelli e Paolo Sylos Labini.
Con il Cantiere ho partecipato alla raccolta firme organizzata da Sabina Guzzanti sulla libertà di informazione, e poi sono stato il referente genovese per la successiva raccolta di firme a sostegno della legge d'iniziativa popolare "PerUnAltraTV"sul sistema dell'informazione televisiva.
Avendo sempre come punti di riferimento gli articoli 2, 3, 21 della Costituzione Italiana, la legge aveva lo scopo di sostenere e garantire il pluralismo dell'informazione, eliminando il controllo partitico sulla RAI.
Dall'esperienza del Cantiere genovese, è nata "Città Partecipata", tuttora esistente, che si è presentata alle elezioni amministrative del 2007, con una proposta politica basata sulla questione morale, la soluzione dei conflitti di interesse, e soprattutto la democrazia partecipativa, che consideriamo l'elemento essenziale per la trasformazione della società.

 

Paolo Bartolini
(1976) nasce e vive ad Ancona. Nel 2000 si laurea in Filosofia presso l'Università degli Studi di Urbino (con lode). La tesi, intitolata "Spinoza, Nietzsche, Walser: per un'etica sperimentale", rientra nell'ambito della filosofia politica.
Dal 2001 al 2004 fa la sua prima esperienza professionale presso una nota società di formazione locale, dove opera in qualità di progettista e coltiva l'interesse per i modelli alternativi di sviluppo e per la responsabilità sociale d'impresa. Suoi sono i primi due Master regionali sul Management Etico, entrambi realizzati con il prof. Michele Martelli dell'Università di Urbino ed ammessi a finanziamento pubblico dalla Regione Marche. Dal 2004 ad oggi lavora con passione presso una scuola di formazione al counseling nella quale ricopre il ruolo di tutor e docente. Realizza numerose conferenze su temi psicologici e sociali, diffondendo una cultura del benessere relazionale oggi estremamente carente a tutti i livelli della società.
Nel frattempo ha conseguito il titolo di Counselor e riceve clienti privatamente come libero professionista. Nel 2010, dopo alcune prove letterarie in campo poetico, ha pubblicato il suo primo saggio per la casa editrice L'Orecchio di Van Gogh: "La teoria dei bisogni. Un ponte tra filosofia pratica e NeoFunzionalismo in psicoterapia". Il suo incontro con Giulietto Chiesa è recente, sebbene sia stato tra i primi iscritti al laboratorio nazionale di  Alternativa. Oggi ricopre il ruolo di responsabile provvisorio del Gruppo Marche.

 
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