Alternativa: una politica diversa, l''organizzazione e le idee'

Il tribunale di Bari

Il tribunale di Bari

Giulietto Chiesa 21 aprile 2011

di Fabrizio Tringali e Michele Maggino

"Dopo il primo anno di Alternativa: ricerca di un percorso per uscire dalla crisi": questo il titolo dell''incontro nazionale che si è tenuto a Roma, domenica 17 aprile.

Un centinaio di persone si sono raccolte presso il Centro Policulturale Baobab per festeggiare il primo compleanno di Alternativa, il laboratorio politico-culturale presieduto da Giulietto Chiesa, e per effettuare un primo bilancio del lavoro svolto. La discussione è stata preceduta da un minuto di silenzio in ricordo di Vittorio Arrigoni.

Il filo del dibattito si è dipanato lungo due gomitoli: la necessità di un salto di qualità organizzativo del gruppo, e la conferma delle idee fondanti di Alternativa.

Sul primo versante è stato analizzato l''attuale stato di radicamento sul territorio.

Alternativa ha organizzato o partecipato, sia a livello locale che nazionale, a diverse attività. La lista stilata da Danilo Lollobrigida, responsabile nazionale organizzazione, è lunga: dalla partecipazione attiva al percorso unitario "Uniti&Diversi", alla collaborazione con i comitati a favore dei referendum su "acqua" e "nucleare", all''adesione e partecipazione diretta a molte manifestazioni in difesa dei "beni comuni", all''organizzazione del Seminario su "Lavoro e Decrescita" del 2 aprile 2011 a Torino, e molto altro ancora.

A fronte di un bilancio positivo è comunque emersa l''esigenza di allargare il numero degli iscritti e dei simpatizzanti.

Alternativa si è strutturata in maniera solida, tuttavia il corpo dei militanti appare ancora sottodimensionato rispetto alle potenzialità: è emersa quella che è stata definita "la sindrome Eta Beta", che descrive l''immagine di un movimento politico con una buona capacità di analisi e interpretazione del presente, ma con un corpo ancora fragile.

"A pensarci bene, questa è anche l''immagine di un neonato: un essere vivente con una testa di dimensioni sproporzionate rispetto al corpo ancora in formazione. È ciò che effettivamente noi siamo oggi" dice Marino Badiale, aprendo i lavori.

Decisiva per il prossimo futuro sarà dunque una strategia che risponda in maniera efficace alle esigenze di diffusione e comunicazione delle idee elaborate; fondamentale in tal senso sarà il lancio del sito internet http://www.alternativa-politica.it.

Altrettanto importante sarà la realizzazione di una sorta di "scuola quadri" telematica, finalizzata alla formazione di un gruppo di persone in grado di gestire e rendere vitale il movimento politico, a livello territoriale locale, nazionale e internazionale.

Infine si è compresa la necessità di realizzare un vero e proprio Ufficio Stampa professionale, e di costruire un gruppo di lavoro specificamente dedicato al tesseramento e al finanziamento dell''organizzazione.

Molti degli interventi del dibattito hanno posto l''attenzione sull''importanza di collocare l''azione di Alternativa all''interno di una cornice più vasta, di natura internazionale. Anche per questo motivo il futuro sito internet ospiterà contributi in numerose lingue.

A proposito invece delle idee elaborate (il secondo versante della discussione), l''assemblea ha confermato le linee fondanti di Alternativa, riassunte da Badiale in 5 pillole:

  • Critica al modello di sviluppo basato sulla crescita infinita, e necessità politica e sociale di una decrescita controllata e pacifica.

  • Esaurimento storico della contrapposizione destra/sinistra (entrambe "cresciste").

  • Analisi dei rischi di guerre (in forte aumento).

  • Centralità del ruolo dei media (in particolare della TV) nelle dinamiche politiche e sociali.

  • Necessità di favorire la nascita di un nuovo partito che disegni l''alternativa allo stato di cose esistente.

Alternativa fin dalla sua nascita ha sostenuto che l''attuale modello di sviluppo non può che portare l''umanità di fronte a scenari cupi. Le previsioni si sono tristemente realizzate: la guerra di Libia (ennesimo attacco illegale ad un Paese sovrano) e le catastrofi ambientali nel golfo del Messico e a Fukushima sono la diretta conseguenza delle scelte criminali dei ceti dominanti, accecati dal bisogno continuo di risorse energetiche.

È stato più volte sottolineato come un campo strategicamente basilare per il pensiero e l''azione di Alternativa risulti essere quello della "difesa del territorio".

"Il primo territorio da difendere è la nostra mente" ha detto Giulietto Chiesa. "Il secondo territorio è il nostro corpo. Il terzo territorio è quello nel quale viviamo. Il quarto è il territorio delle relazioni umane, dei diritti, della cultura, della scuola".

Dunque difesa dal pensiero unico, dalla TV, dai rischi di guerra, dal tentativo di saccheggio e distruzione del paesaggio, dei diritti, dei beni comuni.

Ma anche rilancio della sovranità nazionale, sempre più limitata da un''Europa lontana dai cittadini, sempre più limitatrice delle libertà dei popoli e baluardo invece dei poteri forti, economici, imprenditoriali, finanziari sovranazionali; e recupero della sovranità monetaria.

Chiesa ha chiuso l''incontro sottolineando il momento di crisi in cui versa la democrazia rappresentativa, che appare non più sufficiente a garantire le esigenze di partecipazione popolare alle decisioni.

Mentre i ceti dominanti aggrediscono la Costituzione e minano gli stessi fondamenti della Repubblica, attaccando la divisione dei poteri, i cittadini restano tagliati fuori dalle scelte che riguardano la loro esistenza.

Occorre dunque sperimentare forme nuove di partecipazione e di democrazia diretta, per sottrarre le decisioni alle logiche del mercato e riportarle nell''alveo della promozione dell''interesse generale.

Queste le ricette per interloquire con la "voragine" (la metafora utilizzata da Chiesa per definire il variegato mondo dei non rappresentati, dei delusi dai partiti, dei critici feroci della casta politica, del neoliberismo e dello sviluppo basato sulla crescita infinita) ed uscire dalla crisi.

La strada appare ancora lunga e difficile, ma tra i presenti è forte la consapevolezza che i temi, gli argomenti, le idee, le proposte di Alternativa possano scaldare il cuore e parlare alle menti di tante persone diverse.

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