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globalist syndication

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Giulietto Chiesa 20 giugno 2011

Ora tutti sono saliti sul carro del vincitore. Ma sono stati i comitati referendari, i movimenti e i cittadini a vincere i referendum. Berlusconi è stato sconfitto, il suo governo è stato sconfitto e l''intero Parlamento, opposizione inclusa, con la sola eccezione del IdV, è stato sconfitto.

Il risultato dei referendum, con il raggiungimento del quorum e la schiacciante vittoria dei Sì, fornisce pertanto un''indicazione molto chiara: l''attuale Parlamento non rappresenta più il popolo italiano. Chiediamo al Presidente della Repubblica di prenderne atto.

E'' in suo potere, ed è suo dovere, come garante del corretto funzionamento delle istituzioni, agire di conseguenza.
La situazione è eccezionale e non ce ne nascondiamo la difficoltà. Tuttavia riteniamo che essa debbe essere affrontata facendo leva sullo spirito della Costituzione, laddove manchino normative precise e inaggirabili. Il Presidente della Repubblica ha, tra le sue funzioni, quella di rivolgersi direttamente alle Camere.
Noi riteniamo che debba farlo, con un messaggio chiaro che sottolinei la discrepanza - troppo evidente per non essere rilevata- tra decisioni di questo Parlamento e il sentire della maggioranza dei cittadini.

Siamo di fronte a una vera e propria anomalia che, ove non individuata e corretta, metterebbe a repentaglio le fondamentali garanzie costituzionali.

E'' ovvio che, con questa legge elettorale, qualsiasi futuro parlamento non potrà essere di qualità migliore dell''attuale.

Quindi l''urgenza di una nuova legge elettorale s''impone come priorità assoluta. Le modalità per giungere a questo risultato sono nelle mani delle istituzioni attuali. Che saranno giudicate a seconda del loro operato.

Nel frattempo, fino a che resterà in carica, l''attuale parlamento deve essere perentoriamente invitato a portare alla immediata discussione le leggi di iniziativa popolare che giacciono nei cassetti mentre avrebbero dovuto essere messe all''ordine del giorno: sulla gestione pubblica dell''acqua, sulle energie rinnovabili , sulle regole di eleggibilità dei parlamentari, sulla democrazia sindacale. Una legge sui partiti, come previsto dalla Costituzione, deve essere immediatamente messa in discussione. Esistono in tal senso proposte precise.

Le forze politiche rappresentate in Parlamento le hanno ignorate. Ora non possono più farlo.

Esiste oggi nel paese, come il referendum ha dimostrato, un nuovo soggetto politico - un soggetto politico di tipo nuovo - che deve essere ascoltato perchè costituisce una democrazia reale in atto. Esso è una forza reale che ha rivitalizzato la democrazia come partecipazione diretta dei cittadini alle decisioni vitali per l''intero paese.

L''autonomia di questa forza nuova, rappresentata dai comitati, dai movimenti dei cittadini, è un bene prezioso che non dev''essere intaccato. Spetta a loro decidere in che forme intervenire sulla vita politica generale del paese nel prossimo futuro..

Noi, che di questa forza ci sentiamo e siamo parte, crediamo che essa debba prendere piena coscienza della sua responsabilità, oltre che della sua forza. Non si può attendere dal Parlamento e da partiti obsoleti, che risolvano la crisi per conto nostro. L''ipotesi di andare a una convocazione degli Stati generali dei Comitati e dei movimenti per giungere alla formulazione di una Carta dei Beni Comuni e per dare indicazioni precise su una nuova legge elettorale, ci pare un''ipotesi da esaminare.
Altre possono emergere e andranno discusse. Essenziale non perdere lo slancio, non sciogliersi, non attendere. Per quanto ci riguarda daremo l''aiuto di cui siamo capaci.

Alternativa. Ufficio Centrale.
www.alternativa-politica.it

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