Saluto a Azione Civile, 30 novembre 2013

Un saluto rivolto all''Assemblea di Azione Civile.'

medici obiettori

medici obiettori

Giulietto Chiesa 30 novembre 2013

Cari compagni e amici, avrei voluto assistere ai vostri lavori, ma devo accontentarmi di un saluto cordiale, da Mosca dove mi trovo attualmente.



In questi mesi abbiamo già cominciato a lavorare insieme in diversi momenti, sia di lotta, sia di studio. Noi desideriamo continuare e intensificare.



C’è un motivo fondamentale che ci accomuna, e che ho potuto verificare in ripetuti incontri con Antonio Ingroia, ultimo dei quali nei due importanti giorni di Sofia: è l’intenzione comune di tessere una tela di alleanze, convergenze, intese, in quella che io chiamo la “voragine dei non rappresentati”. Cioè fuori, rigorosamente fuori, da tutti i partiti.



Come sapete Alternativa si propone come organizzazione che si guarda intorno a 360 gradi, e non si propone il compito di ricostituire la sinistra. Noi stessi riteniamo non utile questa prospettiva, la consideriamo limitativa, non praticabile e arretrata. I valori della Costituzione irrealizzata sono i nostri, ma oggi ricostituire la sinistra significa rivolgersi a una piccola parte del corpo sociale.



Al contrario la crisi sociale, economica, morale della società sconvolge le vite di milioni – che non sono di sinistra, che non hanno mai fatto parte della sinistra, né l’hanno mai votata; soprattutto della stragrande maggioranza della gioventù, che della sinistra non conosce nulla, non avendola mai incontrata, e quel poco che conosce, (dai media) lo considera giustamente repellente.



Naturalmente noi siamo aperti al dialogo con tutti, e pensiamo che sia necessario costruire un nuovo soggetto politico che rappresenti una maniglia cui possano aggrapparsi milioni di non rappresentanti e di senza diritti, milioni che cercano lavoro, milioni che non vedono alcuna prospettiva.



Una grande alleanza democratica e popolare che deve andare molto oltre i confini della sinistra e che ci permetta di affrontare una inevitabile transizione – del resto già in atto – dalla società capitalistico-finanziaria, che muore per autosoffocamento, verso una società dell’equilibrio tra l’Uomo e gli ecosistemi nei quali l’uomo è immerso, anche se se ne è dimenticato.



Questo è il quadro di riferimento che noi proponiamo alla vostra riflessione e su cui pensiamo si possa camminare insieme.



Senza dimenticare il fattore tempo. La crisi arriva a grande velocità e richiede decisioni rapide e coraggiose. La Grande Alleanza Democratica e Popolare richiederà tempo per essere costruita, mentre incombono, urgenti, le scadenze per consentire a milioni di persone di “passare à nuttata”. Noi pensiamo, in questo contesto, che si debba fare ogni sforzo per non passare la mano, per non andare disarmati a subire altre sconfitte là dove si decideranno questioni cruciali.



Penso alle prossime elezioni europee. Io credo che l’ipotesi di una “lista civica nazionale” – che porti nel Parlamento Europeo rappresentanti delle istanze popolari – sia un compito non impossibile.



Difficile, difficilissimo, ma non impossibile, se si potesse partire da e con la forza elettorale del Movimento Cinque Stelle. Senza fermarci a questo, naturalmente, ed estendendo la tessitura. Per questo Alternativa – a differenza di tutte le sinistre - ha mantenuto e sviluppato il dialogo in quella direzione. Ci fosse stato questo dialogo, che la sinistra è stata incapace perfino di concepire, forse le manifestazioni del 12 e del 19 non sarebbero state due, ma una sola, molto più grande.



Siamo interessati a conoscere le vostre decisioni in merito. Su questo e sui tanti punti su cui ancora non abbiamo cominciato a discutere e agire insieme. Siamo, al momento, due realtà ancora piccole. Ma, se potremo muoverci in modo coordinato, saremo in condizione di influire sui processi in corso.



A nome di tutta Alternativa, vi invio gli auguri di buon lavoro.