Alternativa contro l’ accordo Confindustria CGIL CISL UIL

Comunicato stampa di Alternativa.

Il tribunale di Bari

Il tribunale di Bari

Giulietto Chiesa 17 gennaio 2014

Venerdì 10 gennaio 2014 è stato sottoscritto da Confindustria, Cgil , Cisl, Uil il Testo Unico sulla rappresentanza sindacale. Il testo recepisce i contenuti degli accordi del maggio 2013 e del giugno 2011. Segnaliamo i punti più significativi:



- Qualsiasi sindacato che non sia CGIL-CISL- UIL per presentarsi alle elezioni della RSU (rappresentanza sindacale unitaria) in un luogo di lavoro deve accettare “formalmente ed integralmente” i contenuti dell’accordo del 10 gennaio.



- Gli accordi una volta conclusi sono efficaci ed esigibili: “le parti firmatariesi impegnano a dare piena applicazione e a non promuovere iniziative in contrasto agli accordi così definiti”.



- “Le parti firmatarie dell’accordo convengono sulla necessità di definire disposizioni volte a prevenire e sanzionare eventuali azioni di ogni natura finalizzate a compromettere il regolare svolgimento dei processi negoziali…”.



Non è necessario essere esperti di materia sindacaleper capire che queste brevi note sono la logica conclusione di un processo in atto da alcuni decenni. Questo accordo cancella quel che restava dei diritti sanciti nello Statuto dei Lavoratori, frutto di storiche e importanti battaglie per la difesa delle classi sociali più deboli, primo fra tutti il diritto allo sciopero e istituisce un modello sindacale blindato, degno dei peggiori regimi autoritari, perché nega spazio a organizzazioni minoritarie.



Un accordo che modifica geneticamente la natura del sindacato, distruggendo la libertà e l’autonomia della contrattazione a vari livelli.



Un accordo che imprime una ulteriore accelerazione allo smantellamento dei servizi pubblici, del lavoro, dei diritti dei lavoratori. Un accordo di cui tutti sono stati complici: a livello politico tutti i partiti, anche quelli che facevano finta di protestare stando però al governo; quelle che apparivano “differenze” si sono rivelate somiglianze. I sindacati, CGIL-CISL-UIL, cogestiscono il sistema. E accettano le regole del capitalismo finanziario che non riconosce né i diritti sociali, né quelli civili; che trascina il mondo in un tunnel senza uscita e che, in nome di uno sviluppo insensato, comprime e azzera le condizioni di vita di tutti gli strati sociali.



E’ giunto il momento di passare dalla denuncia ai fatti: come non si può fare più politica nei partiti, allo stesso modo, non è più possibile fare sindacato con CGIL-CISL-UIL. Leggendo questo accordo diventa chiaro che il mondo del lavoro non può più affidarsi a questi “sindacati” e deve costruirsi nuove forme di organizzazione adeguate al durissimo attacco in corso.



Alternativa, Laboratorio politico-culturale internazionale



16 gennaio 2014