Risposta a Flavio

Giulietto Chiesa risponde ad un suo lettore.

medici obiettori

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Giulietto Chiesa 25 marzo 2015

Grazie Giulietto. Sarà mia premura continuare a documentarmi, vista la sete di sapere e la voglia di fare ancora qualcosa per uscire dal disastro in atto. Relativamente all''ipotesi di movimento nuovo, terrò gli occhi aperti anche se, per coerenza con le idee che hanno contrassegnato la mia vita, ho bisogno di vedermi ancora rappresentato da un partito che prosegua sulla strada del comunismo. Non ti nego che vedo più prossime alla mia linea guida le tue idee, le tue azioni, che non la confusione regnante nel mio ormai piccolo partito. Starò molto attento e non mi sottrarrò dal dovere di sostenere l''alternativa, anche se sulla mia bandiera continueranno a sventolare la falce e il martello. Ciao. Flavio Iser.



Caro Flavio,


hai capito perfettamente quello che mi propongo. Che ciascuno venga con la sua storia, la sua tradizione, le sue idee. Non ho mai pensato di chiedere agli altri di fare quello che io non ho mai fatto, cioè rinunciare alle mie. La falce e martello non mi provoca nessuna avversione. E non avrei nessuna esitazione a marciare con le tantissime (non ti paiono troppe?) e diversissime falci e martelli che esistono. Non è questo il punto. Il punto è che si deve costruire una vasta alleanza, democratica e popolare, capace di tenere insieme quelle, con i milioni che non le hanno mai sventolate e non le vogliono sventolare neanche adesso. Il punto vero, quello che la sinistra deve cominciare a capire, e a rifletterci sopra, è che essa è ormai piccola minoranza. E non potrà diventare maggioranza perché ha perduto i titoli per farlo. E i titoli sono il riconoscimento delle grandi masse. E dunque ci vuole l''umiltà di cominciare a capire gli altri. Di cominciare a studiare di nuovo, a imparare di nuovo, a cambiare dove è indispensabile cambiare. Di rendersi conto che i milioni, i giovani in primo luogo, non conoscono la sinistra e, per quel poco che la conoscono, non l''apprezzano (se Renzi è la sinistra, come dargli torto?). E poi ci sono i milioni, schifati dalla politica, a cui non si può recitare il catechismo nel quale siamo nati noi vecchi. E ci sono i milioni che non hanno mai votato a sinistra, che non sono di sinistra, che magari si sentono di destra, ma pure sono perfettamente in grado di capire che questa società sta andando in rovina.


Insomma per vincere ci vorrà una grande capacità di conquista ideale e morale, di rispetto e di fermezza, di coraggio e di solidarietà. Così si può fare. Solo così si può fare.

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