Man Ray e le donne: artiste, non solo modelle

Il centro Camera di Torino riserva una mostra agli scatti di un autore di grande inventiva affiancato da autrici come Lee Miller, Berenice Abbott e Dora Maar

Dora Maar. Meret Oppenheim, 1936. Courtesy Levy Galerie, Hamburg © Dora Maar by SIAE 2019

Dora Maar. Meret Oppenheim, 1936. Courtesy Levy Galerie, Hamburg © Dora Maar by SIAE 2019

redazione 18 ottobre 2019Culture
Man Ray significa letteralmente “uomo raggio”. Americano di nascita e parigino di scuola dove visse quasi sempre dal 1921, nei suoi scatti ha trasposto la potenza dell’immaginazione e della sorpresa con esiti che dall’arte e dal surrealismo hanno trovato spesso eco nella pubblicità e nella comunicazione odierna. Hanno trovato eco e sono state riprese per la loro capacità di accostare elementi in apparenza distanti (come una donna nuda al torchio e macchiata d’inchiostro) e per la carica sensuale delle sue donne: dall’indimenticabile schiena e fondoschiena nudi con chiave di violino in Violon d’Ingres (in omaggio al pittore) alle natiche in primo piano come trattenute dalle mani della modella.

Alle donne fotografate da Emmanuel Radnitzky, nome all’anagrafe del fotografo che era anche pittore e che veniva chiamato Manny da piccolo, il Centro Italiano per la Fotografia Camera di Torino riserva una mostra aperta fino al 19 gennaio: “WO | MAN RAY. Le seduzioni della fotografia”. La rassegna estende però il racconto e propone anche foto delle donne che Man Ray ritraeva. La rassegna è curata dal direttore del centro torinese Walter Guadagnini e da Giangavino Pazzola.

La mostra propone oltre 200 immagini dagli anni ’20 in poi dell’autore nato nel 1890 a Filadelfia, negli Stati Uniti, e morto nel 1976, e di fotografe come Berenice Abbott, Dora Maar o Lee Miller. Dadaismo, surrealismo, attraversano queste immagini e fecero di Man Ray uno dei più autorevoli e seguiti esponenti di quella che era una nuova arte. Ma le donne non erano solo modelle: erano intellettuali, artiste, scrittrici, talvolta compagne del fotografo. Nella Parigi degli anni Venti e Trenta il clima culturale era di grande immaginazione e fervore e il filone femminile lo conferma: Lee Miller (modella diventata grande fotografa e reporter), Berenice Abbott (da assistente di Man Ray divenne fotografa eccellente), Dora Maar compagna di Picasso e artista, Meret Oppenheim, oltre alle rappresentazioni non convenzionali di Kiki de Montparnasse, Nusch Éluard (che fece impazzire d’amore non solo suo marito il poeta Pau), fino all’ultima moglie Juliet. In altre parole, la rassegna vuole restituire un clima culturale dove Man Ray era al centro ma non era affatto solo e si nutriva, creativamente, anche di chi si prestava a farsi ritrarre. Ed erano donne che non seguivano le convenzioni.
Catalogo di Silvana Editoriale.

Il sito di Camera