Più pesce, noci e olio extravergine d'oliva contro le malattie cardiovascolari

Uno studio apparso sul Journal of the American College of Cardiology propone la dieta “pesco-mediterranea” che unita al digiuno intermittente può contrastare l'insorgenza di problemi cardiaci

La dieta che fa bene al cuore

La dieta che fa bene al cuore

Salute 15 settembre 2020Salute
Uno studio apparso sul Journal of the American College of Cardiology propone  la dieta “pesco-mediterranea”, sostanzialmente una dieta mediterranea con più pesce per sostituire la carne, unita alla tecnica del digiuno intermittente come arma di contrasto alle malattie cardiache.
Già in passato diversi studi hanno sottolineato la positività della dieta mediterranea tradizionale per quanto riguarda le malattie cardiovascolari. Ovvero: consumo di cibi di natura vegetale, tra cui frutta, verdura, legumi e cereali, soprattutto integrali, olio di oliva e una quantità moderata di latticini. Al posto della carne vengono proposti pesce e frutti mare come fonte primaria di proteine. Questo perché un consumo maggiore di pesce può ridurre la mortalità per malattia coronarica fino al 34%. La dieta pesco-mediterranea accentua anche l’utilizzo dell’olio extravergine di oliva considerato come un toccasana per quanto riguarda l’aspetto cardiometabolico. Può, per esempio, diminuire il livello di colesterolo cattivo e aumentare il livello delle lipoproteine ad alta densità, ossia il colesterolo “buono”.
Gli stessi ricercatori dello studio consigliano “quantità generose di olio extravergine di oliva” insieme alla verdura. Inoltre, come ulteriore apporto di grassi buoni e di fibre, la dieta pesco-mediterranea di ricercatori include anche le noci: una porzione giornaliera riduce il rischio di incorrere in malattie cardiache.
A tutto questo va affiancato il cosiddetto metodo del “digiuno intermittente”: bisogna limitare l’assunzione di calorie in una finestra temporale tra le 8 e 12 ore ogni giorno. In sostanza basterà andare a dormire dopo cena e non fare la colazione il giorno dopo per raggiungere facilmente la “pausa calorica” richiesta facendo uno nuovo pasto verso ora di pranzo.