Il regista Bakhshi non può andare al Sundance per le tensioni Usa-Iran

Il film “Yalda” sulla condizione femminile sarà al festival fondato da Robert Redford senza il suo autore

Una scena da “Yalda” di Massoud Bakhshi

Una scena da “Yalda” di Massoud Bakhshi

Le tensioni tra Stati Uniti e Iran hanno anche effetti “collaterali” nella cultura. Il Sundance Film Festival, la manifestazione del cinema indipendente fondata da Robert Redford nel 1978 a Park City, nello Utah, avrà il film Yalda ma non vedrà il regista Massoud Bakhshi.

Inserito nella World Cinema Dramatic Competition della rassegna che si terrà dal 23 gennaio al 2 febbraio, il lungometraggio dovrà giocarsela senza l’autore. I produttori del film hanno spiegato in una nota: «Al di là delle difficoltà nell’ottenere un visto, il suo viaggio negli Stati Uniti non resterebbe senza conseguenze in Iran». Se andasse Bakhshi si troverebbe in una posizione «delicata, viste le tensioni in corso fra i due Paesi».

I produttori però smentiscono quanto scritto da alcuni giornali iraniani secondo i quali il regista voleva ritirare il film dal Sundance: è falso, hanno detto a “Screen Daily”. «Massoud Bakhshi è orgoglioso che il suo film sia stato selezionato al Sundance, e felice che venga mostrato al pubblico del Festival. Non ha mai pensato di chiedere che venisse ritirato, tutto il contrario».

Il film Yalda parte da fatti reali e parla di Maryam condannata a morte con l’accusa ingiusta di aver ucciso il marito con un matrimonio temporaneo, cosa possibile in Iran. Per legge, la giovane donna potrà evitare la pena capitale se convincerà i familiari del marito a perdonarla e in una diretta tv in un famoso reality show. Il film sarà distribuito in Italia da Teodora e parla della condizione femminile nel paese dominato dagli ayatollah.

Il primo film di Bakhshi, presentato anche a Cannes, A Respectable Family (2012) parla della corruzione in Iran e per questo, ricorda il comunicato, è stato bandito dal Paese «per motivi politici».