Questi vicini di casa non li voglio

Caro Luca: la lettera ad un giovane amico immaginario (ma non tanto) di Marco Fiorletta

Marco Fiorletta

Marco Fiorletta

Desk3 28 agosto 2015
[b]di Marco Fiorletta[/b]




Ti ho sentito dire questa frase e mi chiedo dove abbiamo sbagliato, la famiglia tanto sbandierata dalla chiesa; la chiesa che frequenti, il parroco e i catechisti; gli amici, piccoli o grandi che siano; la scuola che secondo alcuni dovrebbe sostituire la famiglia, la chiesa, gli amici e anche lo Stato; lo Stato così presente tanto da sentirlo opprimente ma lontano quando ci serve. Insomma dove abbiamo sbagliato tutti? Non mi interessa sapere da dove vengono i tuoi nuovi vicini tanto indesiderati, né che colore abbiano e nemmeno in cosa credono. E ti spiego perché.



Quando ci siamo conosciuti il massimo che ci siamo chiesti, da parte tua con un accento che non ammetteva altre risposte, è stato: "Ma sei della Roma?" Non ti ho chiesto da dove venivi, in cosa credevi tu e i tuoi genitori anche se, utilizzando lo stesso metro di giudizio che applichi ora che sei un po' più cresciuto, dovrei dire che dati i capelli crespi e il naso importante dovresti essere di origine ebree. Mentre ti scrivo queste parole mi sento stupido anche ad utilizzare come esempio una simile stronzata, sì Luca, non è altro che una stronzata ed è quella che utilizzano i tuoi "amici", aggiornandola e variandola con altri stereotipi a seconda delle occasioni, religiose, di pigmentazione della pelle o di idee politiche, per fare proseliti. E ti spiego perché è una stronzata. Ho avuto due colleghi per tanti anni, in base al cognome ho sempre pensato che uno dei due fosse di discendenza ebraica salvo poi scoprire che non era vero; l'altro invece lo era e non lo avevo mai saputo anche perché non rientra nei canoni dei razzisti-antisemiti. Certo non ho mai chiesto loro in quale Dio credevano, non mi interessava e non mi interessa tutt'ora. Come non mi interessa chi amano e con chi fanno l'amore. Non mi interessa di loro, di te come di chiunque altro; non mi interessa del droghiere che mi affetta la mortadella come del dottore che mi visita; dello spazzino come del barista.



Ma ci stiamo allontanando dall'origine, oppure no. Perché ti fanno paura queste persone, perché altro non sono che persone? Perché vengono da lontano? Perché parlano un'altra lingua? Perché hanno un colore leggermente diverso dal tuo? Inverti la situazione e capirai che anche tu potresti far loro paura perché sei bianco, parli un'altra lingua e credi in un Dio diverso, ci hai mai pensato? E poi, se ci rifletti un attimo, noi a loro abbiamo già fatto paura quando li abbiamo invasi, quando li abbiamo costretti a lavorare per noi, quando abbiamo rubato le loro materie prime, quando li abbiamo deportati, torturati e massacrati senza dimenticare come abbiamo trattato le donne. E, se ci pensi, lo facciamo ancora. Prima non ti facevano paura, vero? Prima venivano per giocare a calcio o pallacanestro ma sempre neri erano; venivano per ballare, specialmente le donne, e cantare ma sempre nere/i erano. Venivano anche per fare i pescatori ma erano e sono magrebini. Cambia che ora ne arrivano di più perché la guerra e la fame li costringono ad andare via. E non dare retta a coloro che ti dicono che è un esodo biblico, ce ne sono stati di ben più gravi e siamo sopravvissuti, non abbiamo perso la nostra identità, a cui qualcuno tiene così tanto, e ci diciamo ancora italiani ed europei anche se nel nostro sangue scorre un po' di tutto.



Hai presente il mito di Enea che fuggendo da Troia sarebbe sbarcato sulle coste laziali, a Lavinio dove ti vai a bagnare tutte le estati con la tua famiglia, per poi confondersi con la popolazione autoctona, locale, in quel gran calderone che era la Roma antica? E sai che il nostro sangue di italiani è corrotto da tutti gli schiavi e prigionieri di guerra che i romani si sono portati dietro dopo ogni battaglia? Così come erano di origine straniera molti imperatori. Insomma, gente che fugge dalla guerra c'è sempre stata come quella che fugge dalla fame, rassegnati, non stiamo vivendo un periodo che è sconosciuto alla Storia, è solo che ci si ripropone con mezzi nuovi e numeri che ci paiono enormi ma non lo sono. Nell'antichità ci si muoveva a piedi, i più fortunati con i carretti tirati da buoi o cavalli che poi venivano mangiati strada facendo quando la fame era troppo. E molti morivano nei lunghi viaggi della speranza verso un mondo, una terra, dove si potesse vivere meglio. Vedi, non è cambiato nulla. I migranti e i rifugiati sono sempre esistiti anche se con nomi diversi. Forse è cambiata la nostra capacità di accogliere il lontano che ci si appressa. Non ti colpiscono le immagini di questa povera gente che fugge dalla miseria e dalla guerra? Non provoca nel tuo giovane cuore una palpitazione di solidarietà? Forse ti basterebbe vedere qualche immagine degli emigranti italiani ed europei che arrivavano in America stremati e morti come quelli che salviamo sui barconi. Forse ti basterebbe qualche foto dei cartelli che mettevano nei paesi del nord con su scritto che in quel locale non erano ben accetti gli italiani ma i cani sì. Forse non sai che anche noi, in America, siamo stati considerati "negri" come non sai che il fastidio che ti danno i venditori sulla spiaggia già lo abbiamo provato andando a vendere casa per casa in Germania e negli altri paesi, nei tempi andati, vediti un film ormai antico, si intitola I magliari. Ma forse sono troppe le cose non sai.



Si diceva che in tempi di crisi il diverso diventasse il capro espiatorio per le difficoltà delle classi meno abbienti e allora giù ad ammazzare, scacciare, perseguitare chi veniva individuato come tale, come diverso. Ebrei, saraceni, valdesi e altre delle tante minoranze che ora mi sfuggono, qualche volta è toccato anche ai cattolici. Però, facci caso, dietro tutti questi massacri c'è sempre un risvolto, più o meno palese, religioso. Non lo faccio ma potresti trovare identiche situazioni nelle religioni orientali che tanto attraggono gli occidentali in questi anni. Erano anni diversi in cui c'era chi teorizzava che ogni popolo fosse diverso dall'altro, che il bianco fosse più intelligente, che avesse un cervello che funzionasse meglio. Ma siamo tutti uguali, abbiamo tutti un cuore, due polmoni, un fegato e un pene. Qualcuno ne ha due, uno nel posto sbagliato, ma lo hanno indipendentemente dal colore della pelle, della religione e dal posto da cui vengono. Rassegnati, è così. O pensi che noi italiani, tanto per rimanere nel locale, siamo veramente più bravi, più belli e più buoni? Pensi veramente che abbiamo esportato solo arte, cucina, moda o quello che vuoi tu? Pensa solo alla parola Mafia. E' diventata una parola di uso planetario che vuol dire criminalità generalizzata, mafia russa, cinese, giapponese, e da dove pensi che venga, da Marte? No, viene dall'Italia, dalla Sicilia dove ti piace andare in vacanza. No, non dirmi che usi anche tu il termine terrone, ricordati che c'è sempre qualcuno che è più a Nord di te, che è più avanti di te indipendentemente dalla latitudine e longitudine. Non vorrai mica che ti ricordi la banalità che utilizzi i numeri arabi tutti i giorni o che alcune tesi e basi mediche vengono dal Medio Oriente. Siamo tutto un miscuglio di sapere che viene da lontano, da molto lontano, quando nelle nostre terre c'erano solo tribù di "incivili" che correvano dietro ai maiali selvatici in altre plaghe c'era già chi studiava il cielo, costruiva le piramidi, non solo egizie, e altre cose ancora.



Se la moglie del tuo vicino porta il velo e porta i vestiti lunghi fino a terra a te toglie qualcosa? Pensa che solo fino alla metà del secolo scorso le nostre donne, le italiane non avevano il diritto di voto; fino agli anni '70 esisteva il matrimonio riparatore; che usare violenza contro una donna era offesa al pudore e non un reato contro la persona; che molti, in base alla religione tengono ancora le donne in stato di sottomissione, e non solo in base alla religione. E poi, se le suore si bardano così non hai nulla da dire? E se le beghine che all'alba sono a dire le loro preghiere con i capelli coperti in chiesa va tutto bene? Insomma non siamo poi così diversi e non è la prima volta che ci incontriamo e ci mescoliamo. Buoni e cattivi, purtroppo. Certo i cattivi fanno paura ma la fanno indipendentemente dal colore della pelle e dal credo religioso. La storia è costellata di episodi, di guerre, di massacri che hanno sempre un solo motivo: il potere economico, le risorse primarie di cui noi occidentali siamo stati e siamo avidi per mantenere un predominio sulle altre popolazioni.



E' vero, le aberrazioni degli estremisti islamici fanno paura come hanno fatto paura le aberrazione dei cattolici o degli occidentali. Per una volta siamo noi il nemico da abbattere, è dura rassegnarsi a questa idea ma non c'è altro modo per combatterla se non quello dell'inclusione, dell'integrazione per togliere spazio a idee velleitarie portate avanti da chi mira al dominio assoluto sugli altri. Rifletti quando avrai voglia di dire ancora: "Questi come vicini di casa non li voglio".