RefugeeCameras a Palermo in mostra gli scatti dei migranti

La mostra di Kevin McElvaney che ha messo insieme gli scatti realizzati da profughi siriani, iracheni, iraniani durante i loro viaggi della speranza verso l’Europa

Uno degli scatti della mostra #RefugeeCameras

Uno degli scatti della mostra #RefugeeCameras

globalist 12 ottobre 2016

Da ieri, 11, e fino 25 ottobre 2016 nello spazio Living Lab della Gam di Palermo sarà possibile ammirare la mostra #RefugeeCameras di Kevin McElvaney, presentata dal Goethe-Institut del capoluogo siciliano nell’ambito del Festival delle Letterature Migranti.

L'esposizione raccoglie scatti realizzati da profughi siriani, iracheni, iraniani durante i loro viaggi della speranza verso l’Europa. L'individuo, al di là dell'anonimo concetto di "rifugiato", è al centro del lavoro del fotografo tedesco Kevin McElvaney, che con #RefugeeCameras offre una prospettiva nuova su uno dei fenomeni più drammatici e tragici del nostro tempo. Una prospettiva che nessun fotoreporter ha mai potuto raccontare finora.

Nel dicembre del 2015, Kevin McElvaney ha preso un aereo dalla sua città Amburgo per Izmir, portando con sé 15 macchine fotografiche usa-e-getta, ognuna con 27 scatti, e altrettante buste affrancate con sopra il suo indirizzo e ha deciso di unirsi a chi stava per affrontare il viaggio verso l’Europa, fornendo ad alcuni di loro uno strumento per documentare ogni tappa dalla loro prospettiva. Sette di queste macchine sono tornate al mittente, una è andata perduta lungo il cammino, due sono state confiscate durante i controlli alle frontiere e due non hanno mai lasciato Izmir perché le autorità turche hanno fermato i proprietari. Le ultime tre, e i rifugiati a cui erano state date, risultano dispersi. Le vivide testimonianze per immagini recuperate dalle sette macchine sopravvissute, fanno parte, oggi, di questa mostra inusuale che comprende, inoltre, lavori di celebri fotografi professionisti che hanno aderito al progetto e che lo sostengono. Tra questi: Jacobia Dahm, Souvid Datta, Daniel Etter, Jan Grarup, Ciril Jazbec, Mackenzie Knowles-Coursin, Kai Löffelbein, Aris Messinis, Espen Rasmussen, Lior Sperandeo, Nicole Tung, Patrick Witty e l’italiano Alessandro Penso.

La mostra - realizzata in collaborazione con Associazione Festival delle Letterature Migranti, Città di Palermo-Assessorato alla Cultura, Galleria d’Arte Moderna Palermo, Civita Sicilia - sarà visitabile a ingresso libero dall’11 al 25 ottobre, nello spazio Living Lab negli stessi orari di apertura della Galleria d’Arte Moderna (orari martedì-domenica 9.30-18.30).