Per fortuna che c'è il Maestro Vessicchio

Il Maestro per la prima volta non sarà al Festival perché due dei cantanti che lo avevano prenotato sono stati esclusi

Maestro Vessicchio

Maestro Vessicchio

“Mala tempura curry”, come diceva un amico cuoco amante del latino maccheronico, il latino che si parla tra un' amatriciana e un cacio e pepe. Scopriamo con doloroso stupore che Trump è il primo politico al mondo che mantiene le promesse fatte nella campagna elettorale. Solo che queste sono, a dir poco, esiziali: un muro lungo 3200 km tra Stati Uniti e Messico da fare invidia alla muraglia cinese, del costo tra 27 e 40 miliardi di dollari, che però spetta – secondo il tricodotato tycoon - ai poveri messicani i quali, già incazzatissimi di loro, hanno risposto a Trump col gesto dell'ombrello, determinando tra i due paesi una pericolosa crisi politica.


Poi la chiusura delle frontiere per sette paesi musulmani: Siria, Libia, Iran, Iraq, Somalia, Sudan, Yemen, con molti cittadini di questi paesi ormai  americani disperati, per l'impossibilità di ricongiungersi con le loro famiglie. Ora un accordo con Putin col quale, alla faccia di tutto il vecchio anticomunismo americano, si trova benissimo, per scatenare la vera terza guerra mondiale contro i paesi arabi che sostengono l'Isis. E l'Isis, da canto suo, che ha promesso di scatenare a sua volta una rappresaglia a Roma, città simbolo del cristianesimo, abbattendo o occupando, se va bene, il suo monumento simbolo, il Colosseo. E questo sempre per non farci mancare nulla, dopo i terremoti e le valanghe nell'Italia centrale di questi giorni.


Insomma, leggere queste cose non fa bene alla salute psicologica di noi poveri e fragili individui, ma ci viene miracolosamente in soccorso l'imminente e immanente telefesta comandata, quella subito dopo Natale, Capodanno e la Befana, il Festival di Sanremo, con tutte le sue immancabili polemiche, le critiche e le sue liturgie, i cantanti in gara, quelli esclusi, gli ospiti, i cachet dei conduttori troppo alti, la De Filippi affiancata a Conti che non vuole soldi, troppe le cinque serate etc.


Ma una notizia ferale (e feriale) in questi giorni campeggia sopra tutte: il Maestro Peppe Vessicchio, colui che ornai da più di venticinque anni incarna lo spirito del Festival, non andrà a Sanremo! E tutti si domandano: perché, cosa gli sarà successo, è ammalato, o forse morente, o in crisi esistenziale? Lui, essere mitico e mitologico, metà uomo e metà barba, metà Maestro e metà Sanremo ha detto di no, e lo ha anche motivato: anche lui ha scritto un libro, un'autobiografia dal titolo sibillino “La musica fa crescere i pomodori”, e ha detto che si vuole dedicare alla sua presentazione, cosa che probabilmente farà in concomitanza col Festival. Ha anche detto molto polemicamente:


In questi ultimi anni è rimasto assai poco di quello che è transitato dal festival. E non parlo di risultati di vendita. Penso a casi come Cammariere o gli Avion Travel che sono sopravvissuti. Non sento la stessa valenza negli ultimi tempi. Vengono proposti solo prodotti a scadenza breve perché credo che l'industria vada in quella direzione e preferisca avere prodotti da sostituire in fretta con altri piuttosto che pensare al lungo periodo”.


Bene non vedremo dirigere il M° Vessicchio a Sanremo (anche perché due dei cantanti che lo avevano prenotato sono stati esclusi) e ce ne faremo una ragione, in attesa che si liberi l'Italia centrale dalla neve, che si ricostruiscano i paesi terremotati, mentre si costruisce il muro tra Stati Uniti e Messico, che l'Isis attacchi Roma e che scoppi la terza guerra mondiale. Amen