Ciao Cristiano Bandini, ragazzo normale che sapeva fare bene il giornalista

A 44 anni se ne va questo giovane cronista sardo molto apprezzato anche da noi di Globalist. Era pieno di ironia e di garbo. Lascia una moglie giovane, una bimba piccola, e tanti ricordi.

Cristiano Bandini, una sua foto da Facebook

Cristiano Bandini, una sua foto da Facebook

globalist 15 luglio 2018

In tutti i ricordi, e sono infiniti, tantissimi, per salutare Cristiano Bandini, giornalista, le parole che più ricorrono sono: sorriso, risata, garbo, educazione, gentilezza. Bancri lo chiamavano a Cagliari, la sua città molto amata. Bancri era Bancri su Twitter ed Instagram e con questo acronimo lascia a 44 anni la giovane moglie Maria e la giovanissima figlia, appena bambina. Lascia la sua famiglia, i cani che amava, i cieli blu di Sardegna e mille progetti. Aveva lavorato a Radio Press, bellissima invenzione, con Alberto Urgu, Paola Pilia e altri giovani colleghi, aveva lavorato alla redazione di Tiscali, a X Press e adesso era addetto stampa presso il Consiglio Regionale. Laureato in Giurisprudenza, tifoso sfegatato del Cagliari aveva una grande passione per la scrittura, Bandini scriveva e scriveva.


Sulla Nuova Sardegna lo scrittore Flavio Soriga raccontava nel 2011 l'esordio letteraio di Cristiano - Mezza Stagione - con queste parole: "Ha scritto poi dei racconti con uno dei quali ha vinto l'edizione '98 del premio letterario intitolato a Sergio Atzeni, traendone uno spettacolo messo in scena, lo scorso dicembre, nel piccolo teatro Ersu di via Trentino a Cagliari. Fin qui la storia di Bandini è quella di tanti ragazzi della sua età (e di molte altre età), che amano scrivere e non riescono a pubblicare, che fanno leggere i loro racconti ad amici e conoscenti, che magari hanno un po' di timore (di vergogna) a spedirli alle case editrici (le famose Terribili Respingitrici). Il fatto è che Bandini alla fine c'è riuscito, a pubblicare un suo libro, e senza cadere nella trappola delle tante stamperie che illudono gli aspiranti autori, senza pagare e senza pregare nessuno. Ce l'ha fatta grazie ad un premio intitolato ad un libraio cagliaritano da poco scomparso, un premio che ha avuto il patrocinio dei tanti enti locali che tutto patrocinano e che per una volta l'hanno fatto con ragione, un premio che Bandini ha vinto e che gli ha dunque permesso di finire nelle librerie (e di restarci, almeno fino a questo momento, e non è poco) con un romanzo (...) che fa venir voglia di trovare presto un nuovo romanzo del suo autore, che fa onore a Franco Madau per averlo pubblicato, che naturalmente non è stato presentato alla Fiera del libro regionale, né in nessun grande appuntamento culturale cagliaritano. E' un libro scritto da un ragazzo normale che vuole raccontare storie, e che le sa raccontare".
Un ragazzo normale, appunto. Con un gran bel sorriso, una bella tempra, un bell'orgoglio ironico a tentare di sdrammatizzare la vita che in questo caso, nel suo caso, è stata feroce e drammatica.
A Maria, alla bambina, alla famiglia un abbraccio forte e sincero da Globalist.