Ciao Delia Vaccarello, sguardo potente contro ogni pregiudizio

Ci lascia a 58 anni la giornalista e scrittrice, attivista infaticabile del Movimento Lgbtqi. Una penna colta, una donna coraggiosa capace di attraversare le apparenze per arrivare al nocciolo delle cose

Delia Vaccarello

Delia Vaccarello

Daniela Amenta 28 settembre 2019
Delia Vaccarello ci ha lasciati. E' morta ieri sera, 27 settembre, nella sua Palermo, città amatissima, davanti al mare di Mondello dove nuotava per ore. Non è riuscita a festeggiare il 7 ottobre, il giorno del suo compleanno. Ha combattuto per un tempo lunghissimo, oltre un decennio,  contro il cancro. Non è stata una guerriera. Delia voleva solo vivere ed essere felice. Così esile, così forte e coraggiosa. Così unica. 

Perdiamo una giornalista, una scrittrice, una intellettuale, motore e anima di qualunque movimento per i diritti civili. Sull'Unità, il suo giornale (che non esiste più e non può neppure ricordarla se non attraverso il dolore privato di noi sue compagne e compagni) ruppe il silenzio, i pregiudizi sul mondo Lgbtqi con una rubrica che è entrata nella storia dei media: Uno, due, tre… liberi tutti. Sempre sull'Unità, con un editoriale in prima pagina aveva lanciato una battaglia perché anche la sua compagna potesse avere la copertura sanitaria della Casagit.
Nel 2004 e 2008 aveva vinto il Journalist Award, indetto dalla Commissione europea, con gli articoli I militari gay sfidano l’esercito dei pregiudizi e Vivere da gay morire da etero.
Era coltissima, Delia: laureata in filosofia, appassionata di psicoanalisi, di letteratura. Lettrice onnivora, insaziabile. Curiosa e geniale, con quello sguardo capace di attraversare le cose e arrivare al nocciolo. Colta e umana, innamorata degli animali, dei fragili, dei dimenticati. Con sé sempre il suo delizioso cagnetto Lacan.

Tanti i suoi libri, piccole e preziose pietre miliari. Da ricordare almeno L’amore secondo noi. Ragazzi e ragazze alla ricerca dell’identità (Oscar Mondadori, Milano 2005), Quando si ama si deve partire (Oscar Mondadori, Milano 2008) ed Evviva la neve (Mondadori Strade blu, Milano 2010). Sempre per la Mondadori aveva curato, a partire dal 2003, la collana di antologie Principesse Azzurre. Racconti d’amore e di vita di donne tra donne, nella quale compariva anche come autrice.

Il suo ultimo volume, tra saggio e romanzo, si intitola Desiderio, edito dai catanesi di Villaggio Maori, uscito solo pochi mesi fa. Scrive GayNews: "In questa originale raccolta di racconti il tema Lgbtqi  incontra le sue origini e al tempo stesso il suo futuro, in un testo che trova il suo baricentro in qualcosa che abita l’esistenza di ogni persona. Racconti di Eros, Segreti, Bugie, recita il sottotitolo. Racconti di persone di ogni orientamento e identità, in cui l’elemento identitario non occupa la scena, ma interviene come variabile di un continuum di esperienze, passioni e pulsioni".

A ricordarla siamo in tanti oggi, addolorati e smarriti. Tra i molti anche Franco Grillini che dice: "Perdo una sorella e il Movimento una grande attivista".
Delia in questi ultimi anni aveva iniziato a collaborare con Globalist, la incuriosiva un giornale in Rete, l'affascinavano  le potenzialità del web. Qui uno dei suoi articoli straordinari. Dritto, puntuale, tosto. Come lei.

Chi scrive perde non solo una collega, ma un'amica vera, una compagna di libri, di infinite parole, di avventure editoriali, di passeggiate sotto il cielo di Roma. 
Alla sua famiglia, ai suoi amici, alle sue amiche il nostro cordoglio più profondo.

Ciao biddazza.