Massini: "Bisogna avere coraggio per chiamare il male per il suo nome. Male. E basta"

Stefano Massini: "siamo diventati talmente assuefatti al male che diciamo: “che ci sarà mai di male?”

Stefano Massini

Stefano Massini

globalist 5 dicembre 2019

"Bisogna dare al male il nome di male".

Questo il tema del monologo di Stefano Massini a Piazzapulita. Il male. Forse un tema scontato, ma ora più che mai bisogna parlarne, del male. Perché proprio questa settimana, come ha ricordato Massini, un neonazista intervistato da un quotidiano ha detto: "Sì, odio gli ebrei. Che c'è di male?". 
"Per tantissimo tempo, nella storia dell’uomo, abbiamo avuto paura del male: i diavoli, le streghe, si scolpivano nelle chiese in modo da essere terrificanti, perché la gente doveva aver paura del male. Oggi no. Anzi siamo affascinati dal male: il male porta audience, porta ascolto.


Il punto è che siamo diventati talmente assuefatti al male che diciamo: “che ci sarà mai di male?”


"La risposta è che bisogna chiamare il bene 'bene' e il male 'male'. Viviamo dentro la massa di bla bla bla, in cui le parole si sommano le une alle altre, dette in maree in cui ognuno pensa che la libertà di parola sia dire quello che vuoi. La libertà non è una pattumiera in cui ognuno può fare un peto perché tanto il puzzo è talmente nauseante che uno in più che male può fare. La libertà è rispetto, la libertà è ecologia: ci vorrebbe una Greta Thunberg che parlai di ecologia della comunicazione. Non è vero che si può dire qualunque cosa, perché le parole hanno conseguenze. E le conseguenze stanno, per esempio, nell'Olocausto. Bisogna avere le palle di chiamare le cose con il loro nome. Non c’è il 'male, però'…No: in questi casi, c’è esclusivamente il male, punto. Il male, punto. E basta.