Roma, festival Equilibrio: la profondità del silenzio che si riscopre nei corpi

Il festival di danza Equilibrio dedicato quest'anno ai coreografi europei si apre con uno spettacolo dello svedese Mats Ek

Mats Ek

Mats Ek

GdS 11 febbraio 2019Giornale dello Spettacolo

di Chiara D'Ambros 
Si è aperto il 10 febbraio il festival di danza Equilibrio che come ogni anno offre una finestra sul mondo della danza internazionale. Quest’anno è dedicato ai coreografi nord europei.


Ad aprire le danze una serata dedicata al maestro Mats Ek, grande coreografo e regista svedese. Una performance di rara delicatezza e profondità. Tre pezzi che portano in scena due danzatori anziani, permettendo al pubblico di toccare la profondità del silenzio delle parole. Al loro posto il linguaggio di gesti, movimenti, sguardi di corpi non più prestanti e proprio per questo di una rara delicatezza narrativa. Evocano l’essenzialità di un incontro, la forza di uno scontro, la gioia e la complessità dell’incontro con l’altro, con l’altra. Questo trasuda soprattutto nel primo pezzo Memory.


Il secondo, Old and Door, è un film che rapisce in una dimensione di incontro di generazioni. In scena la protagonista Birgit Cullberg, madre di Mats Ek e figura di spicco assoluta della danza contemporanea del ‘900. La donna anziana gioca coi ricordi, non senza ironia. Danza tra le porte del tempo, la gelosia nei confronti di chi è più giovane, la caducità del corpo e della vita ma l’ardente desiderio di viverla fino all’ultimo, esplorando anche il proprio mondo onirico che grazie alla performance danzata e al montaggio del documento tocca chi guarda spalancando squarci nelle propria immaginazione tra delizia e orrore, risate e aspra realtà di un tempo inesorabile ma che l’essere anima e corpo ha la possibilità di vivere fino alla fine.


Nell’ultimo pezzo, Axe, torna in scena a danzare di nuovo una coppia: lui nella concretezza di un lavoro manuale quale tagliare la legna si chiude in un mondo che lei cerca di penetrare. Incontri, scontri, indifferenza, amore cercato, inseguito, sprecato, ritrovato.


In questi tempi di assordante rumore verbale è un festival senza parole, tutto da assaporare.