Diciamo la verità: chi è davvero contro l'evasione fiscale? Nessuno

Con 12mila iscritti all'anagrafe tributaria, al governo c'è chi crede che l'evasore ingaggi ancora gli “spalloni”, quelli che da Cortina facevano il giro attorno al Großglockner, direzione ovest per la Svizzera, est per la Germania

Le manette: la ricetta contro l'evasione fiscale (e i portatori di contante)

Le manette: la ricetta contro l'evasione fiscale (e i portatori di contante)

Tommaso Verga 18 ottobre 2019Hinterland
di Tommaso Verga
Quesito A) Chi è a favore dell'evasione fiscale? Senti rispondere, «nessuno»;
Quesito B) Chi è contro l'evasione fiscale? Senti rispondere... «nessuno».
Prima di affrontare l'argomento, è importante prendere nota di quanto avvenuto ieri tra Giuseppe Conte a Luigi Di Maio. Tono seccato, senza circonlocuzioni, il presidente ha negato la possibilità di riunioni del Consiglio dei ministri sulla legge di bilancio. L'intesa prevede che la manovra vada direttamente in Parlamento.
A meno di non voler dichiarare che, in particolare sull'evasione fiscale, non c'è accordo nella maggioranza (come è, a tutti gli effetti). Comunque, il capo politico dei 5stelle ha ripiegato su un incontro tra i ministri appartenenti al suo partito. Da lunedì si vedrà cosa si intende fare: lui e Matteo Renzi, i gemelli del no.
Partiamo da «secondo quel che si apprende», tracciabilità, moneta elettronica, danaro contante, carcere agli evasori. Insieme a sugar tax, flat tax, multe a chi non ha il pos per la strisciata del badge: termini entrati tutti nel linguaggio comune, grazie alla quotidiana discussione sulle misure necessarie a recuperare 109 miliardi di euro sottratti al bilancio dello Stato (anche se ci «accontenteremmo del 30 per cento che risanerebbe ogni manova» eccetera eccetera: già di per sé un'aggiunta algebrica, utile a togliere anziché alimentare).
Allora, che si fa? Come combattere l'evasione? «Mandando in galera chi non paga il dovuto» secondo Luigi Di Maio. Risposta che ha una sua logica. Purché si convenga sulla tesi che il birbone accetterà di redimersi solo a suon di minacce. Per effetto delle quali si precipiterà in banca richiedendo l'F24 per il versamento dei tributi. Così il copione nei telefilm made in Usa, sconto di pena garantito, deciso dal procuratore.
«Però non i commercianti, i piccoli, soltanto i grandi evasori» specifica il capo politico dei 5stelle. Con lui Antonio Misiani, sottosegretario all'Economia Pd (che parla anche a nome del ministro). Precisazione a parte, inevitabile la domanda a seguire: «e come farete, lo fermerete mentre passa sotto Palazzo Chigi o in via Venti Settembre? Perché quello che destina i soldi all'estero è perfettamente a conoscenza di come si fa, mica ingaggia ancora gli “spalloni” che da Cortina facevano il giro attorno al Großglockner, direzione ovest per la Svizzera, est per la Germania». Nessuna risposta.
Quello dei «grandi» diversi dai «piccoli» è celebrata come recente unità di misura. Di grandezza. Che contiene i consensi al partito, i sondaggi sulla leadership, la simpatia nel Paese, quanto i due Mattei hanno perso o acquisito rispetto alle merendine. Un indicatore che di questi tempi gode il suo momento di totale soddisfazione.
Vengono poi i vecchietti. E le barzellette delle carte di credito. «Non le sanno usare»; o, a scelta, «Sono più sicure». Rispetto a cosa? Forse gli anziani italiani maneggiano 3mila, 4, 5mila euro per volta? E con tali somme non saprebbero utilizzare il badge? Oppure, queste sono le cifre che hanno consigliato il governo di ridurre a mille euro la soglia del contante, provocando le ire della Bellanova (evviva l'Italia) e del movimento 5s?
Ma insomma, c'è una idea, minima però convincente, sul come lottare contro l'evasione, aldilà delle dichiarazioni rilasciate a mezza bocca su domande generiche? Interrogativo retorico? Può darsi. Al contrario, si possono prendere per buone le affermazioni della destra – politica e partitica – secondo la quale, a fronte di 12mila iscritti all'anagrafe tributaria, l'evasione in Italia è soltanto delle multinazionali.
E che il contrasto sarebbe un colpo mortale ai consumi. I quali, notoriamente, veleggiano senza il minimo ritegno, senza nessun rispetto per gli ostacoli inventati dal governo. Chissà quali le misure quando la fettina raggiungerà l'etto di peso.