Decreto Dignità, perché non piace né a destra e né a sinistra

Critiche dal Pd, da Giorgia Meloni e soprattutto da Confindustria: "Con in decreti non si creano posti di lavoro ma semmai si possono distruggere. Governo, fai attenzione"

Critiche al decreto del governo sul lavoro

Critiche al decreto del governo sul lavoro

globalist 3 luglio 2018

Non piace né a destra né a sinistra, né a Confindustria il decreto Dignità varato dal governo. L'ex presidente del Consiglio Gentiloni scrive su Twitter: "Dopo un mese di annunci rocamboleschi il mini decreto di ieri non favorisce gli investimenti in Italia e il lavoro di qualità. Introduce soltanto ostacoli per lavoro e investimenti. Lasciamo stare la#dignità". Sempre su Twitter Pierferdinando Casini aggiunge: " "Il giudizio sul decreto dignità è decisamente negativo, ma un'eccezione va fatta: la stretta sui giochi e scommesse è sacrosanta. Questo è un tumore che affligge la società italiana e va sradicato".


Anche Giorgia Meloni è molto critica, sebbene a suo modo: "La parte del 'decreto dignita'' sul precariato sembra scritta dal Partito Comunista anni '80. La ricetta Di Maio è irrigidire il mercato del lavoro e punire gli imprenditori cattivi per combattere il precariato.Precarietà e disoccupazione - aggiunge - non si combattono per decreto e con misure punitive per le imprese. Taglio delle tasse, sburocratizzazione, giustizia veloce e certa: questo serve per creare lavoro e fare guerra al precariato".


E dal Pd, Matteo Orfini dichiara: "Prima era solo improbabile propaganda. Ora che sono passati ai fatti diventa tutto più chiaro: la chiamano dignità ma è solo un ritorno al tempo in cui si favoriva il lavoro nero".


Molto polemica Confindustria. "Per decreto non si creano posti di lavoro, ma con un decreto i posti di lavoro si possono distruggere": Marco Bonometti, presidente di Confindustria Lombardia, intervistato da La Stampa, attacca il decreto varato dal governo e anche l'idea che ai lavoratori vada restituita dignità: "Mi sembra fantascienza. Oggi le imprese considerano i lavoratori un vero e proprio patrimonio su cui investire". "Bisogna metterselo in testa: oggi il posto fisso non c'è più. Ed è meglio un contratto a tempo determinato che nessun contratto", ma "attenzione a non distruggerli, i posti di lavoro".