Ilva di Taranto: il 94% dice sì all'accordo con ArcelorMittal

Dopo 6 anni dal sequestro 12 decreti salva Ilva e decine di scioperi si chiude una delle vertenze più complesse del nostro Paese

Ilva

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globalist 13 settembre 2018

Loro sono contenti. Gli ambientalisti meno e, soprattutto, gli elettori che avevano in massa votato M5s che aveva promesso la chiusura dell’impianto: i lavoratori di Taranto ha detto "sì" all'accordo con ArcelorMittal con il 94% di voti favorevoli al referendum. Lo riferiscono fonti sindacali, precisando che i votanti sono stati 6.866 su 10.820 aventi diritti: 6.452 i favorevoli, 392 i contrari, 12 gli astenuti e 10 le schede nulle. L'affluenza è stata bassa.

Le schede bianche sono state 12. Le nulle 10. La percentuale dei votanti è stata del 63%, con una percentuale di astensione del 37%. Gli aventi diritto a Taranto sono 10.805. La percentuale dei contrari è stata del 5,7%. Secondo fonti sindacali la percentuale dei Sì per tutto il gruppo è del 93%.
A Taranto è stato quindi un plebiscito. Nel corso di questa settimana sono state svolte le assemblee con tutti i lavoratori del gruppo per informarli dei contenuti dell'intesa e permettere loro di votare con consapevolezza l'accordo. In totale sono state svolte 44 assemblee molto partecipate in tutti i siti, rispettivamente: 32 a Taranto, 3 a Genova, 4 a Novi Ligure, una rispettivamente nei siti di Marghera, Salerno, Padova, Milano e Racconigi coinvolgendo in totale circa 14mila lavoratori del gruppo Ilva in Italia. "Esprimiamo grande soddisfazione per il risultato raggiunto, anche i lavoratori approvano l'intesa. Dopo 6 anni dal sequestro dell'area a caldo, 12 decreti salva Ilva e decine di scioperi, con l'approvazione dell'accordo da parte dei lavoratori, si chiude una delle vertenze più complesse del nostro Paese".
L'intesa raggiunta complessivamente porta in dote 4,2 miliardi di investimenti per il rilancio del siderurgico, 1,25 miliardi industriali, 1,15 miliardi ambientali a cui si sommano 1,2 miliardi sequestrati ai Riva per le bonifiche e l'ambiente.
Risorse ingenti che serviranno a rendere sicuro, sostenibile ambientalmente e competitivo il sito tarantino, con un Aia l'autorizzazione integrata ambientale per il sito ionico, tra le più restrittive d'Europa. Ora compito delle organizzazioni sindacali sarà monitorare l'andamento dei lavori ambientali e di messa in sicurezza dei siti, a partire da Taranto, e il rispetto dei tempi di attuazione del piano per arrivare nel più breve tempo possibile alla piena occupazione. E' necessario, inoltre, dare seguito all'impegno per la convocazione del tavolo sull'accordo di programma di Genova".