Salvini straparla, lo spread schizza a 288 e il maggior debito sarà a carico degli italiani

Capitan Nutella ha detto che bisogna sforare il 3%, ossia a fare debiti sui debili. L'effetto è stato disastroso e l'aumento dello spread lo pagheranno famiglie e imprese

Salvini lancia la sua campagna social

Salvini lancia la sua campagna social

globalist 15 maggio 2019
Vergognoso e irresponsabile. Con le sue sparate contro l’Europa e sul non rispetto del debito porterà l’Italia allo sfacelo. Lui e i suoi complici grillini che non staccano la spina.
Prosegue il trend di allargamento dello spread Btp/Bund iniziato ieri dopo che il vicepremier Matteo Salvini si è detto pronto a sforare le regole europee sul deficit/Pil per dimezzare il tasso di disoccupazione in Italia.
Il differenziale tra il decennale italiano e quello tedesco si sta avvicinando a quota 290 punti base e viaggia ora a 288,883 pb rispetto ai 282,902 della chiusura di ieri. "La vicenda Salvini impedisce allo spread di beneficiare del sentiment positivo", afferma Giuseppe Sersale, strategist di Anthilia Capital Partners, avvertendo che "se la campagna elettorale per le europee continuerà toccare questi temi, gli asset italiani avranno un ostacolo in più. Nel frattempo l'economia della Germania è rimbalzata in primo trimestre dell'anno, dopo essere scampata per un pelo alla recessione a fine 2018. Sull'outlook di Berlino continua però a pesare l'escalation delle tensioni commerciali tra Cina e Stati Uniti.
Entrando nel dettaglio di numeri, secondo quanto emerge dalle stime pubblicate dall'agenzia nazionale Destatis, il prodotto interno lordo di Berlino si è espanso dello 0,4% t/t e dello 0,7% a/a nei primi tre mesi del 2019, trainato da un robusto aumento dei consumi privati e delle costruzioni di case. La lettura è in linea al consenso. Tuttavia il clima di cautela tra le imprese tedesche suggerisce che qualsiasi recupero della crescita economica potrebbe essere temporaneo, soprattutto perché il settore delle esportazioni si trova ad affrontare nuovi ostacoli dovuti all'aumento delle tariffe tra Washington e Pechino e ai timori riguardo possibili dazi americani sulle importazioni di prodotti europei. Sul primario infine gli investitori restano in attesa dell'asta di Bund trentennali da 1 miliardo di euro