Botte agli operai della Finiper, protesta Sinistra Italiana: "Sono lavoratori, non delinquenti"

Nicola Fratoianni anuncia una un'interrogazione: "Non possono essere trattati come ultras violenti alo stadio perché stavano semplicemente difendendo la dignità del proprio lavoro"

Un ferito negli scontri alla Finiper

Un ferito negli scontri alla Finiper

globalist 16 giugno 2019
Immagini davvero terribili, perché le proteste dei lavoratori sono di serie a o di serie b. Almeno questa è l’impressione.
In alcuni casi, quando politicamente conviene assecondare, la polizia non muove un dito. Altrimenti sono mazzate.
 ''Nei giorni scorsi dopo l'annuncio di 170 lavoratori licenziati dalla Finiper, colosso della grande distribuzione, al presidio di protesta davanti alla sede di Soresina in provincia di Cremona, organizzato con le loro famiglie, anche per evitare che svuotassero i magazzini, abbiamo visto immagini che mai avremmo voluto vedere. Con un reparto mobile della polizia che sposta di peso i manifestanti, con uso di manganelli e lacrimogeni''.
Dichiarazioni di Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana.
''È davvero ora di smetterla - prosegue l'esponente della sinistra - di affrontare le crisi sociali in questo Paese come un problema di ordine pubblico. Quelle famiglie, quei lavoratori non sono delinquenti, non possono essere trattati come ultras violenti davanti ad uno stadio anche perché stavano semplicemente difendendo la dignità del proprio lavoro, sempre più sfruttato da gente senza scrupoli, e per dare un futuro alle loro famiglie''.
''Quelle immagini che hanno fatto il giro del web fanno male perchédicono di quanto in questo paese grandi aziende, ripeto senza scrupoli, siano padrone di tutto e di come le istituzioni stiano dalla parte dei più forti. Quei poliziotti con il casco e gli scudi dovevano difendere quei lavoratori licenziati e le loro famiglie, non il contrario. Ed è per questo che vogliamo chiarezza su quanto avvenuto e presenteremo - conclude Fratoianni - un'interrogazione in Parlamento al governo".