L'effetto coronavirus sull'economia in Italia sarà simile allo shock del 1943

Lo stop dell'industria fa crollare la domanda di gas, petrolio e corrente elettrica, in caduta del 10%, uno shock registrato così solo durante gli anni '40.

Economia e coronavirus

Economia e coronavirus

globalist 20 marzo 2020

Effetto coronavirus sui consumi di energia in Italia. Secondo alcuni dati riportati da Il Sole 24 ore la brusca flessione del fabbisogno elettrico si starebbe facendo sentire soprattutto al Nord e nelle regioni a maggiore impatto sia virale che industriale, come Lombardia, Veneto, Emilia.


La domanda di gas, petrolio e corrente elettrica sarebbe, secondo un sondaggio del giornale sui primi indicatori, sarebbe scesa di circa il 10% un livello che non si vedeva dalla Seconda Guerra mondiale.


Secondo l'ad di A2A, Valerio Camerano, in Italia i consumi di energia elettrica sarebbero diminuiti "del 15%, mentre al Nord, la zona più colpita, del -25%". Simone De Marchi, ad di Axpo Italia, contattato dal giornale, spiega che dagli anni '40 "questa è la prima crisi dell'offerta e prevede che il settore delle aziende elettriche soffrirà anche i crediti deteriorabili che emergeranno tra un anno.


Dopo il massimo di morti giornalieri, i 475 registrati ieri, l'Italia supera la Cina anche nel computo assoluto delle vittime di coronavirus: 3.405, 427 in più rispetto alla giornata di ieri, contro le 3.249 comunicate da Pechino.


Secondo l'ultimo bilancio comunicato dal capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, al 19 marzo sono 41.035 i casi totali registrati in Italia, con un aumento di 5.322 unità rispetto alla giornata di ieri.
Le persone che risultano attualmente contagiate son 33.190, 4.480 in più, un incremento record. Le persone guarite sono 4.440, con un aumento di 415 unità. Cresce di 241 persone il numero di pazienti in terapia intensiva, che sale a quota 2.498.
In Lombardia si sono registrati altri 2.171 casi di contagio da coronavirus nelle ultime 24 ore, raggiungendo il totale di 19.884. I ricoverati sono 7.387 (+182), di cui 1006 in terapia intensiva (+82). Le cifre sono state fornite dall'assessore al Welfare della regione Lombardia, Giulio Gallera.