Sgravi fiscali ad Amazon per il coronavirus: chissà se è meglio ridere o piangere

In uno straordinario servizio realizzato da un giovane collega nei pressi di Piacenza ho avuto modo di constatare, insieme agli altri telespettatori, in che condizioni lavorano di dipendenti di Bezos

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David Grieco 20 marzo 2020
C'è una domanda, fra le troppe, che ci tortura da giorni in questi giorni così drammatici.
Perché il Coronavirus impazza in Val Padana?
Le teorie che circolano sono tante. A cominciare dall'inquinamento, visto che in tutte le province più colpite (Lodi, Bergamo, Brescia, Cremona, ma anche Piacenza e Parma) abbondano le fabbriche e il cielo porta spesso le stimmate dei loro fumi pestilenziali. Ma è una teoria come un'altra. L'inquinamento uccide già un numero incalcolabile di persone in Italia come in tutto il mondo senza nessun bisogno di virus aggiuntivi.
Vedendo ieri sera in Tv, sulla 7, il programma Piazza Pulita, ho visto di peggio.
In uno straordinario servizio realizzato da un giovane collega nei pressi di Piacenza, fuori e anche dentro la sede di Amazon dove lavorano giorno e notte ben 3000 operai, ho avuto modo di constatare, insieme a tutti gli altri telespettatori, in che condizioni lavorano. Tutti gomito a gomito, senza nessuna protezione. Il sindacalista Maurizio Landini, ospite in studio via Skype, si è messo giustamente a gridare come un ossesso nel vedere ciò che ho potuto vedere anch'io.
Tutti gli operai che si vedono costretti a lavorare in condizioni del genere sono tutti potenziali untori. In famiglia, nei condomini, nelle città, nei paesi, nelle frazioni dove abitano. E siamo convinti che non si lavora così soltanto ad Amazon. Ma quando pensiamo che Jeff Bezos, il proprietario di Amazon, è l'uomo più ricco del mondo, non paga praticamente le tasse nel nostro paese e probabilmente usufruirà anche degli sgravi fiscali che il sistema Italia ha messo in campo in via eccezionale, non sappiamo veramente se ridere o piangere.