Conte: "Un Bond europeo è uno strumento necessario per vincere questa guerra"

Il premier Conte: "Necessario un European Recovery Bond, vale a dire uno strumento di debito comune europeo che ci permetta di vincere la guerra contro il coronavirus"

Conte

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globalist 28 marzo 2020
In un'intervista al Sole 24 Ore, il premier Giuseppe Conte ha chiarito che "l'ultima decisione della Bce rafforza il sostegno alle politiche di bilancio che gli Stati stanno mettendo in campo per aiutare le imprese, le famiglie, i lavoratori. La politica monetaria sta facendo la sua parte, ma non può fare tutto. Noi governanti dobbiamo assumerci la responsabilità politica di completare l'opera, ad esempio con uno European Recovery Bond, vale a dire uno strumento di debito comune europeo che ci permetta di vincere la guerra contro il coronavirus e di avviare l'opera di ricostruzione del tessuto economico-sociale che dovrà seguire". 
Conte ha inoltre ribadito l'importanza di "un grande piano, uno European Recovery and Reinvestment Plan che sostenga e rilanci l'intera economia europea": "Ritengo che il nuovo decreto di aprile debba portare il nostro sforzo complessivo di bilancio a una soglia ben superiore ai 50 miliardi. Le misure e le garanzie pubbliche che abbiamo messo e stiamo mettendo in campo forniranno un sostegno senza precedenti ai finanziamenti per la nostra economia, pari a quello offerto dai pacchetti di politiche più ambiziosi approvati in questi giorni in Europa".
"L'azione della Bce ha frenato le spinte speculative e ci consente di ricorrere con tranquillità al mercato per finanziare la nostra spesa - continua il premier - L'Italia, come gli altri paesi europei, può affrontare da sola questa emergenza: abbiamo le risorse umane, economiche e morali per farlo. Ma sarebbe un grave errore per l'Europa se, di fronte a una sfida comune di questa portata, non riuscisse ad approntare nuovi strumenti in grado di dare la risposta forte e solidale che tutti i cittadini europei hanno il diritto di aspettarsi da una casa comune che è stata costruita per proteggerli meglio, nel segno della unità e della solidarietà. Ne uscirebbe sconfitta l'intera Europa e indebolita l'intera economia continentale".
 "La chiusura delle attività commerciali - e poi di quelle produttive, a esclusione di quelle essenziali - è stata una decisione difficile e senza precedenti nella storia della Repubblica - osserva Conte - È una scelta senz'altro costosa, ma non dobbiamo dimenticare che il contenimento efficace del virus è un imperativo etico, perché ci consente di salvare vite umane. Non solo. È anche la più importante misura economica che oggi possiamo adottare per far ripartire al più presto l'intero sistema socio-economico".
Riguardo alle competenze regionali, secondo Conte "al termine di questa emergenza, sarà opportuno aprire un'ampia e coinvolgente discussione sul tema. D'altra parte, in questi venti anni che ci separano dalla riforma del Titolo V, in più occasioni - anche a seguito della copiosa giurisprudenza costituzionale scaturita dal conflitto tra Stato e Regioni - sono state avanzate proposte per modificare il riparto delle competenze o per introdurre istituti che lo Stato possa attivare, senza dover ricorrere all'esercizio del potere sostitutivo. Trattandosi di materia costituzionale, affido queste riflessioni alla sensibilità delle forze politiche di maggioranza e di opposizione".