L'esempio danese: stop ad aiuti e dividendi per le società con sede nei paradisi fiscali

La Danimarca ha disposto inoltre che le società che hanno accesso a questi aiuti non potranno pagare i dividendi ai manager, per tutto il 2020 e nel 2021

La prima Ministra danese Mette Frederiksen

La prima Ministra danese Mette Frederiksen

globalist 18 maggio 2020

Mentre in Italia si discute della Fca e degli aiuti di Stato chiesti dalla ex Fiat, lo scorso 20 aprile la Danimarca ha bandito le società che hanno sede in paradisi fiscali. 

I fondi stanziati dal paese del Nord sono in totale 400 miliardi di corone danesi (circa 56 miliardi di euro) ma nessuno di questi sarà destinato a quelle imprese che hanno sedi in paesi paradisi fiscali. Inoltre, esattamente come vorrebbe Nicola Fratoianni, le società che hanno accesso a questi aiuti non potranno pagare i dividendi agli azionisti, per tutto il 2020 e nel 2021: i soldi saranno destinati esclusivamente agli investimenti per la ripartenza e per gli stipendi dei lavoratori. I dividendi potranno essere pagati solo le compagnie saranno in grado di restituire per intero la cifra di aiuto che hanno ricevuto.
La Danimarca non è il primo paese europeo a operare in tal senso, anche se la sua è la formula più radicale: la Polonia ha già applicato delle forti restrizioni per le aziende con sedi all'estero.