Intanto Christine Lagarde avverte: "Rivedere il Patto di stabilità prima che torni in vigore"

La presidente Bce dà il benvenuto al piano franco-tedesco da 500 miliardi ma rilancia il Pepp "di fronte a choc sistemico"

Ursula von del Leyen e Christine Lagarde

Ursula von del Leyen e Christine Lagarde

globalist 19 maggio 2020

Questa crisi è “una buona occasione di modernizzare le modalità del Patto di stabilità e di crescita, oggi sospeso”. Lo dice la presidente della Bce Christine Lagarde in un’intervista a Il Corriere della Sera e El Mundo, con Les Echos e Handelsblatt. La presidente Bce dà il benvenuto al piano franco-tedesco da 500 miliardi ma rilancia il Pepp “di fronte a choc sistemico”.


Le proposte franco-tedesche per un fondo europeo di rilancio da 500 miliardi, “sono ambiziose, mirate e benvenute. Aprono la strada a un’emissione di debito a lungo termine effettuata dalla Commissione europea e soprattutto permettono di attribuire aiuti diretti importanti a favore degli Stati più colpiti dalla crisi”. 


Lo choc all’economia della zona euro dovuto al covid-19 ”è notevole, senza uguali in tempo di pace. Dobbiamo farvi fronte con determinazione - spiega - i nostri scenari vanno da una recessione del 5% a una del 12% nell’area euro per quest’anno, con un’ipotesi centrale dell’ 8%”. Ci si aspetta nello scenario più grave una caduta del prodotto interno lordo del 15% solo per il secondo trimestre”. La stabilità dei prezzi ”è il cuore del nostro mandato con un’inflazione al di sotto ma vicina al 2%”.


In circostanze come quelle di oggi, “la Bce deve perseguire una politica monetaria accomodante quanto necessario per stabilizzare, allo stesso tempo, l’inflazione e l’economia” e “dobbiamo assicurarci che la politica monetaria si trasmetta a tutti i Paesi dell’area euro, in tutti i settori. È la ragion d’essere di quel nostro strumento eccezionale che è il Pandemic Emergency Purchase Programme (Pepp)”.


Il Consiglio europeo “deve essere all’altezza della gravità dei danni economici e della sofferenza sociale”. Già “540 miliardi di euro sono potenzialmente disponibili”. Le linee di credito del Mes “non hanno niente a che fare con i piani di salvataggio del passato. Si tratta di offerte di prestiti che possono andare fino al 2% del Pil di ogni Paese, a tassi molto bassi e a condizioni minime”. Questo pacchetto di misure di sostegno ”è benvenuto, ma palesemente è insufficiente”. Di fronte a un simile choc sistemico, è il Pepp “il nostro programma di acquisti di titoli pubblici e privati da 750 miliardi di euro, lo strumento più appropriato” e non si esiterà ad aggiustarne quanto necessario le dimensioni, la durata e la composizione. Il debito degli Stati Uniti supererà il 130% del Pil alla fine del 2020, mentre quello della zona euro sarà sotto al 100%”. Questa crisi, per Christine Lagarde, è “una buona occasione di modernizzare le modalità del Patto di stabilità e di crescita, oggi sospeso”.