Calenda incalza Zingaretti: "Di' qualcosa anche se non di sinistra"

Il leader di Azione al segretario del Partito democratico: "Queste non sono proposte ma buone intenzioni. Provo a farti qualche domanda più ficcante".

Carlo Calenda

Carlo Calenda

globalist 31 maggio 2020

Ancora una volta il leader di Azione incalza Il Pd e gli altri esponenti del centro-sinistra: “Caro Nicola Zingaretti, queste non sono proposte ma buone intenzioni. Provo a farti qualche domanda più ficcante.


Cosa farete su quota 100, reddito di cittadinanza, decreti sicurezza, legittima difesa e ius culturae (che a novembre avevate definito la priorità delle priorità)?


Come metterete a posto Cassa integrazione e garanzie? Come sosterrete autonomi e imprenditori? C’è un piano per semplificare le procedure su investimenti?


Sulla riforma del Csm e la separazione delle carriere come la pensate?


La ripresa scolastica è a rischio, avete messo solo 1,2 mld, lo ritenete sufficiente? Come riusciremo a garantire la velocità della spesa e assicurare l’insegnamento a chi non ha connessione e device digitali?


Ritieni giusto che gli Elkann paghino 5,5 miliardi di dividendi all’estero mentre viene garantito dallo Stato un prestito da 6,3 miliardi?


In previsione di una possibile seconda ondata di covid perché non attivare il Mes sanitario e farne una conditio sine qua non della prosecuzione del Governo?


Queste sono le risposte che servono. Il resto è fuffa. Zingaretti di (di') qualcosa. Anche non di sinistra. Purché sia qualcosa Partito Democratico”.


Piccola notazione per Calenda che è solito - giustamente - a fare le pulci: di' va scritto con l'apostrofo. E' imperativo, ossia un modo verbale che al leader di Azioni si confà meglio del condizionale.