Prodi contro Confindustria: "Si facciano anche loro un esame di coscienza"

L'ex premier torna a chiedere "lo Stato azionista nelle imprese". E sul governo: "Non cadrà, non c'è alternativa"

Prodi

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globalist 2 giugno 2020

Dal neo presidente Bonomi “critiche distruttive”. L’ex premier torna a chiedere “lo Stato azionista nelle imprese”. E sul governo: “Non cadrà, non c’è alternativa”.


Alla domanda se questa ’politica rischia di fare più danni del Covid”, come affermato dal presidente di Confindustria, l’ex premier risponde: ”È un’affermazione distruttiva, non costruttiva. Non serve la faccia feroce. Esiste anche l’esame di coscienza. Ci aspettiamo che dica che cosa deve fare l’industria italiana per affrontare la concorrenza internazionale nel post Covid”.


Continua Prodi: “Pur essendo professore di economia industriale debbo tuttavia ricordare che non esiste solo l’industria. Bisogna far di tutto per riportare le imprese in Italia, esiste però la povera gente che non sa come far quadrare i conti, esistono i bar, i ristoranti e le agenzie di viaggio. A tutti, sindacati compresi, è richiesto un passo avanti”.


Prodi è tornato a chiedere lo Stato azionista nelle imprese: “Quando è necessario bisogna pensare a una partecipazione pubblica di minoranza nelle imprese anche per difendere da mire straniere le aziende indispensabili al nostro futuro. Non è statalismo: basta guardare a quello che fanno i francesi”.


Sulla tenuta del governo, l’ex premier non ha dubbi, non cadrà: “I governi cambiano quando c’è un’alternativa. Per capirci: Renzi ha dimostrato che non è certo il momento di far cadere questo esecutivo anche perché il Quirinale aveva fatto sapere che si sarebbe andati subito ad elezioni. E infatti Italia viva è rimasta al suo posto”.