Pd e 5 Stelle sono d'accordo: stop ai licenziamenti e Cig tutto l'anno

Nel decreto di luglio, secondo Repubblica, si profila lo “scambio” tra i due partiti. Prevista anche una moratoria sui contratti a termine

Immagine di repertorio

Immagine di repertorio

globalist 29 giugno 2020

Si profila l’intesa tra Pd e M5S: uno “scambio” - riporta Repubblica - per arrivare, a metà luglio, al decreto che proroga fino alla fine dell’anno la cassa integrazione e la moratoria sui licenziamenti. Poi la riforma degli ammortizzatori sociali con la Legge di Bilancio, in autunno. Pd e M5S, ancora distanti sull’opportunità di utilizzo dei miliardi del Mes, avvicinano invece le rispettive posizioni al tavolo dove si discutono le misure di sostegno per imprese e lavoratori.


Lo “scambio” - scrive Repubblica - che potrebbe far quadrare il cerchio è tra la proroga della Cig e dello stop ai licenziamenti, cara ai pentastellati, e l’allungamento oltre metà agosto della sospensione dell’obbligo delle causali per il rinnovo dei contratti a termine, misura sostenuta dai dem.



Anche in questo caso si ragiona su una dilazione almeno fino al termine del 2020, ancorché misure del genere hanno maggiore efficacia se strutturali. Nella proposta del Pd, peraltro, la sospensione delle causali sarebbe accompagnata dall’introduzione di incentivi alle imprese che fanno assunzioni a tempo indeterminato.
“Stiamo ragionando sul pacchetto di misure insieme alla ministra Catalfo e al ministero dell’Economia – spiega Francesca Puglisi, sottosegretaria al Lavoro con delega sugli ammortizzatori sociali -. Condividiamo assolutamente l’obiettivo di non lasciare indietro nessuno, e stiamo preparando il decreto. Però bisogna attendere i nuovi dati sul “tiraggio” della Cassa integrazione, cioè su quante ore autorizzate sono state poi effettivamente utilizzate dalle imprese: mancano quelli successivi al 4 maggio, data della prima riapertura delle attività produttive nel Paese, e quindi non possiamo stimare esattamente le risorse necessarie alla proroga. La copertura finanziaria stimata - aggiunge la sottosegretaria - è di circa 4 miliardi al mese, ma è calcolata sull’andamento di questo periodo di emergenza massima e quindi bisognerà capire se dopo le riaperture di molte fabbriche e attività ci sia stato un calo dell’utilizzo”.