La luna nera: quando la fantapolitica ci mostra il disastro dell’oggi e l’inquietante futuro che ci attende

Il nuovo romanzo del giornalista e scrittore Claudio Visani, Il Presidente di luna nera è un'Opera fantapolitica ma di assoluta verosimiglianza, è di quelle destinate a lasciare un segno per l’attualità dei temi che affronta

Luna

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Il 7 ottobre è uscito nelle librerie e negli store il nuovo romanzo del giornalista e scrittore Claudio Visani, Il Presidente di luna nera, pubblicato dalla casa editrice Pendragon (pp. 217, Euro 16). Opera fantapolitica ma di assoluta verosimiglianza, è di quelle destinate a lasciare un segno nella scena letteraria per l’attualità dei temi che affronta, il linguaggio diretto e accattivante, la vivida rappresentazione della nostra complessa e assurda realtà. Proiettato in un futuro distopico, sconvolto da micidiali pandemie, cambiamenti climatici, default, miseria, disperazione e violenza, dove vige ovunque il motto Mors tua vita mea, Il Presidente di luna nera analizza in chiave narrativa i meccanismi dell’ascesa, del successo e dell’inarrestabile declino di un parvenu della politica, scenario ben noto alla nostra epoca di repentini trionfi e altrettanto precipitose cadute nell’oblio.

Il protagonista, Mauro Dall’Osso, è un giovane nato a metà degli anni Ottanta in una periferia della Romagna e avviato a un’esistenza banale, uomo senza qualità con una passione smodata per le donne. Trascorre l’adolescenza durante il vertiginoso passaggio all’era digitale, con la rivoluzione tecnologica che stravolge il mondo e impone stili di vita fino ad allora inconcepibili, e per sottrarsi al destino grigio che l’attende si dà alla politica, proprio nel momento in cui – agli inizi del Terzo millennio – stanno crollando i vecchi partiti e dalle loro ceneri nascono movimenti antisistema e anticasta che fondano sui social la loro prassi operativa e il loro sistema di reclutamento. Così, grazie alla spregiudicatezza e all’abilità nel navigare il procelloso mare della Rete, riesce a emergere fino a diventare la stella più brillante del firmamento politico italiano. L’attende però un’amara disillusione: giunto al vertice del potere, si rende conto della totale vacuità della sua esperienza, del naufragio degli affetti più cari, e prende finalmente coscienza di essere solo un burattino al servizio di oscuri manipolatori; questa consapevolezza lo porterà a una svolta etica radicale e all’impegno di agire per cambiare il sistema, con tutto ciò che questa scelta comporta.

Svolto in prima persona, con un andamento diaristico punteggiato di riferimenti storici tra verità e finzione, il racconto si snoda appassionante e coinvolge il lettore svelandogli dall’interno meccanismi perversi e artifici dell’agone politico, con una densità di approfondimento psicologico che mette in scena una vicenda dolorosamente umana, tra sentimenti, passioni, nevrosi e debolezze. In una sorta di confessione, il protagonista delinea un panorama in cui lo squallore della vita pubblica rappresenta il perfetto contraltare della pochezza individuale e la cronaca dei nostri tempi tormentati accompagna in un incalzante contrappunto il dipanarsi della trama.

Un Bildungsroman contemporaneo, insomma, dove la chiave autobiografica è lo spunto per squarciare il velo della vita civile del paese in una lucida disamina della velleitaria parabola di movimenti e partiti, sostenuta e pilotata dal ruolo determinante dei mass media. Nessuna autoassoluzione, ma una spietata analisi che annota, registra e riferisce, affinché errori, tradimenti, abbagli rimangano a futura memoria, mentre la fantasia segue da presso la realtà e la potenzia. Il risultato è un libro che si legge d’un fiato e che pone inquietanti interrogativi: dov’è diretta la nostra società e cosa ci aspetta nel prossimo futuro? La “Terza guerra mondiale a pezzetti” è il tetro scenario adombrato da Visani – esperto conoscitore dei meccanismi della politica italiana e internazionale – insieme con la misteriosa scomparsa del protagonista, apparentemente dissolto nel nulla dopo aver lasciato un accorato memoriale alla nipotina, suo ultimo affetto e voce narrante di controcanto, come a dire che la speranza per l’avvenire è riposta nei giovani e nella loro forza, non certo nei giochi contorti e oscuri della politica.

Un’opera, dunque, che scava impietosamente nei nervi scoperti del potere e ne trae materia di riflessione, umana e intellettuale: la parabola di Mauro Dall’Osso, così simile a quella di tanti personaggi del passato e del presente, ci fornisce un’inedita chiave di lettura per meglio comprendere le dinamiche che tutti noi ci troviamo a vivere.