La onlus Marevivo: “Una petizione al Senato per una legge che salvi il mare dalla plastica”

La onlus lancia un appello per la legge Salvamare e martedì 18 installa un sistema di raccolta alla foce del fiume Platani in Sicilia. L’appoggio dei ministri Costa e Speranza

La foce del fiume Platani dal sito di Marevivo Sicilia

La foce del fiume Platani dal sito di Marevivo Sicilia

Desk 17 febbraio 2020
Lo sappiamo ormai, la plastica in mare viene ingurgitata dai pesci, con conseguenze ovviamente devastanti e poi finiamo per mangiarla e perfino berla pure noi umani, così come intrappola tartarughe e altri animali marini. “Vari studi hanno calcolato che mediamente ingeriamo fino a circa 5 grammi di plastica ogni settimana, il peso equivalente di una carta di credito (Università di Newcastle, Australia), e che una donna può ingerire oltre 4400 particelle di microplastica all’anno mentre gli uomini oltre 5800 (National Academy of Medicine)”, scrive in una nota la onlus Marevivo annunciando due azioni parallele: una legislativa e una alla foce di un fiume siciliano.

Partiamo dall’azione fisica. Poiché, ricorda Marevivo, l’80% della plastica arriva dalla foce dei fiumi, martedì 18 febbraio Marevivo installa un sistema di raccolta della plastica alla foce del fiume Platani nella Riserva Naturale Orientata, tra i comuni di Ribera e Cattolica Eraclea in provincia di Agrigento. “L’iniziativa del Platani è stata possibile grazie al progetto Halykòs – Prevenzione Ambientale e Valorizzazione della Foce del fiume Platani, realizzato con il sostegno della Fondazione Con il Sud”. Cosa può produrre, questo intervento? “L’azione di fermare la plastica prima che arrivi in mare è stata già sperimentata con successo sul Po, sul Sarno e attualmente sul Tevere”, scrive nella sua nota l’organizzazione.

Sul fronte legislativo Marevivo lancia una petizione su Change.org (clicca qui) alla presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati “per chiedere che la legge Salva Mare venga approvata subito e contenga un emendamento mirato alla pulizia dei corsi d’acqua e all’installazione di sistemi di raccolta alla foce per intercettare i rifiuti”.

Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa accoglie con favore l’iniziativa, riferisce la Onlus: “Faccio appello al Senato affinché si possano calendarizzare al più presto i lavori per la ‘Salva mare’, già approvata dalla Camera a ottobre scorso. In questo modo potremo mettere più rapidamente sotto maggiore tutela i nostri mari, i fiumi e i laghi e attivare campagne mirate alla loro pulizia”.
Concorda il suo collega alla Salute, Roberto Speranza, sempre con una dichiarazione a Marevivo: “Dobbiamo fare tutto il possibile per preservare i nostri mari, i nostri fiumi e le nostre spiagge. Spero che il Ddl “Salva Mare”, già approvato alla Camera e adesso all’esame del Senato, diventi presto legge. La tutela della salute passa per la tutela dell’ambiente”.

“Sicuramente dobbiamo fare la nostra parte e impegnarci nel ridurre, riusare e riciclare la plastica…ma nel frattempo? Cosa aspettiamo ad intervenire? Quanta plastica può sostenere il corpo umano? – interviene la presidente di Marevivo Rosalba Giugni - Oltretutto i rifiuti si spiaggiano sulle coste dove, con ingenti investimenti di denaro pubblico, devono essere rimossi. Facciamo una spending review ambientale: oltre che risparmiare plastica al mare, risparmiamo soldi nelle casse dei Comuni”.

“Partiamo dai fiumi, perché sono il più importante nastro trasportatore di rifiuti in mare – aggiunge Fabio Galluzzo delegato regionale di Marevivo Sicilia e direttore del progetto Halycòs - questa azione consentirà di raccogliere materiale plastico galleggiante per poi essere correttamente smaltito e riciclato”.

La onlus infine ricorda un dato: “La plastica visibile in superficie rappresenta solo il 15%, il resto è disperso nei fondali ed è più difficile da recuperare. Col tempo si frammenta in microplastiche e crea problemi alla fauna, alla flora marina e... a noi che indirettamente la ingeriamo. Infatti, le microplastiche sono state trovate nei pesci, nel sale, nell’acqua del rubinetto e ancor di più nell’acqua imbottigliata”.