Stesse tecniche della lotta alla corruzione: così si combatte il terrorismo internazionale

comandante della Guardia di finanza, Giorgio Toschi parla del Gruppo Investigativo sul Finanziamento del Terrorismo.

Finanza

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Desk2 21 giugno 2017

"Ferme restando le azioni che l' autorita' giudiziaria ha intrapreso e che continuiamo a supportare, nell' ultimo anno e' diventata sempre piu' consistente la collaborazione con l'Anac. Abbiamo costituito un nucleo anticorruzione, con sede a Roma, e sezioni in tutti i capoluoghi di regione. In questo caso, a differenza delle attivita' su impulso della magistratura, lavoriamo con l' obiettivo di compiere azioni preventive, quindi controllando le modalita' di gestione dei contratti pubblici". Lo afferma al Messaggero, il comandante della Guardia di finanza, Giorgio Toschi, che aggiunge: "Ovviamente, l' attivita' di contrasto non si ferma: solo per citare qualche numero, segnalo che negli ultimi 2 anni e mezzo il Corpo ha sviluppato 9.773 deleghe della magistratura ordinaria per reati di corruzione, concussione, abuso e peculato denunciando complessivamente 8.868 persone, di cui 546 tratte in arresto. Sono numeri importanti, anche se non devono essere assunti come parametro di valutazione circa la diffusione di questi fenomeni".


Su come sia cambiata la corruzione in Italia, Toschi osserva: "Il punto, al di la' della valutazione dei singoli casi, e' prendere atto del fatto che, laddove vengono stanziate risorse pubbliche, puo' profilarsi il rischio che la criminalita' tenti di appropriarsene, infiltrandosi tra le maglie dell' economia legale. E' quindi necessario prendere le giuste precauzioni, utilizzando armi appropriate. Io sono convinto che la totale trasparenza delle procedure e la semplicita' delle regole siano la chiave fondamentale per far diminuire il fenomeno".


"Le stesse tecniche che in passato abbiamo usato per ricostruire i flussi finanziari della criminalita' organizzata e per i grandi traffici di contrabbando - fa anche sapere Toschi - sono oggi centrali per rintracciare i canali di approvvigionamento economico del terrorismo internazionale. Il mio primo atto in assoluto e' stato quello di istituire il cosiddetto Gift, Gruppo Investigativo sul Finanziamento del Terrorismo, per ricostruire i canali che sostengono i viaggi verso il medio oriente, l' addestramento, il reperimento di armi. Il Gift si interessa in particolare delle s.o.s., segnalazioni di operazioni sospette che provengono dal sistema finanziario, contrassegnate da una t, sigla che sta per terrorismo, conferendogli priorita' assoluta".


"Dal 2016 a oggi sono state approfondite in modo mirato 866 segnalazioni di operazioni sospette attinenti a possibili casi di finanziamento del terrorismo, 149 delle quali hanno consentito di meglio indirizzare le investigazioni attinenti a procedimenti penali per fatti di terrorismo; nei primi 5 mesi di quest' anno sono gia' 296 le segnalazioni approfondite, con un incremento del 120% e diverse decine di queste hanno restituito indizi interessanti sul piano investigativo".


Iva. È aumentata del 300% l'Iva evasa dagli evasori totali scoperta dalla Guardia di finanza quest'anno, passando dai 900 milioni di euro dei primi 5 mesi del 2016 ai 3,5 miliardi del 2017. Tutte le cifre dell'attività della Gdf del 2017 saranno diffuse nella cerimonia per il 243/o anno dalla fondazione del Corpo che si terrà oggi a L'Aquila, alla presenza del capo dello Stato, Sergio Mattarella, del ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan e del comandante generale, Giorgio Toschi.

Il sensibile incremento, sottolineano le Fiamme gialle, "è anche da ricondurre al Piano denominato 'Omesse comunicazioni Iva' che i reparti del Corpo stanno svolgendo, su tutto il territorio nazionale, nei confronti di quegli operatori che, invitati a regolarizzare (in un'ottica di 'compliance') la propria posizione fiscale, non hanno risposto o non si sono ravveduti". I primi cinque mesi del 2017, prosegue la Gdf, "presentano percentuali sostanziose di aumento di risultato in diversi settori dell'attività di servizio del Corpo, se raffrontati con lo stesso periodo del 2016". In crescita anche i casi di evasione fiscale internazionale: 339 in tutto (pari al 67% in più rispetto ai primi cinque mesi del 2016), tra fittizie residenze, occultamento di patrimoni e disponibilità all'estero più altre 'manovre', compiute al solo fine di portare oltreconfine i redditi realizzati in Italia. Sempre nei primi 5 mesi del 2017 è cresciuto il numero dei datori di lavoro verbalizzati per l'impiego di manodopera irregolare o in nero (+54%), dei responsabili arrestati per reati fiscali (+27%) e degli evasori totali scoperti (+12%). È salito, inoltre, del 25% il numero delle verifiche e dei controlli conclusi.