Militante ambientalista muore nel carcere di Teheran: era accusato di spionaggio

Le autorità hanno detto alla moglie che Kavous Seyed Emami si è tolto la vita. La famiglia. che non crede a questa versione, chiede una autopsia indipendente.

Kavous Seyed Emami

Kavous Seyed Emami

globalist 11 febbraio 2018

Kavous Seyed Emami, noto ambientalista iraniano, è morto nel carcere di Evin, di Teheran, meno di tre settimane dopo essere stato arrestato con l'accusa di spionaggio. A rendere nota la morte di Emani (che forse aveva doppia cittainanza, canadese e iraniana: la circostanza non è stata ancora confermata) è stato il figlio, Raam, musicista, con un tweet.

Kavous Seyed Emami è stato direttore della Persian Wildlife Foundation, che lavora per la protezione delle specie in via di estinzione in Iran, nonché professore di sociologia formatosi negli Stati Uniti, conseguendo un dottorato nell'Università dell'Oregon.
Secondo suo figlio, è stato arrestato il 24 gennaio e sua madre è stata informata della sua morte venerdì.
Le autorità iraniane hanno detto a mia madre che si è suicidato, ha aggiunto Raam Emami sul suo account Instagram.
Ora, secondo quanto riferisce il New York Times, la famiglia dello scomparso chiede un'autopsia indipendente. Richiesta che ben difficilmente sarà accolta da Teheran, così come accaduto in circostanze simili.
Forse l'arresto e la detenzione di Kavous Seyed Emami rientrano in un'operazione anti-spionaggio di cui ha dato notizia l'agenzia di stampa Mizan, riferendo che il procuratore di Teheran, Abbas Jafari-Dolatabadi, ha annunciato che diverse persone sono state arrestate perché sospettate di essere delle spie.
"Hanno raccolto informazioni classificate come strategiche (....) sotto la copertura di progetti scientifici e ambientali", ha detto
Jafari-Dolatabadi senza fornire ulteriori dettagli.
In ogni caso né l'arresto, né la morte di Kavous Seyed Emami sono stati annunciati o confermati ufficialmente dalle autorità di Teheran. .
La vicenda sta avendo un vasta eco in Canada perchè molto simile a quando accaduto alla fotoreporter Zahra Kazemi, che aveva passaporto canadese, uccisa nel 2003 mentre era detenuta a Teheran, dopo essere stata arrestata per aver scattato delle fotografie nei pressi di una prigione.