Jane's: l'Algeria non riesce a mettere in sicurezza le sue frontiere

Nonostante il grande dispiegamento di forze, dice il think tank in un rapporto, i confini restano porosi e quindi esposti alle incursioni jihadiste ed al passaggio di armi e uomini

Soldati dell'esercito algerino

Soldati dell'esercito algerino

globalist 16 marzo 2018

Jane's Information Group, un think tank britannico che si occusa di intelligence legate alle problematiche della difesa, in un rapporto appena pubblicato, ritiene che l'Algeria non è "in grado di garantire pienamente i suoi vasti confini dalla penetrazione terroristica".

"L'Algeria ha schierato migliaia di truppe addizionali ai confini con la Tunisia e la Libia con lo scopo di prevenire le incursioni jihadiste. Date le distanze da coprire, questo è ancora insufficiente per prevenire qualsiasi infiltrazione ", afferma il rapporto, che sembra comunque dare atto al Paese di spendere molte risorse nel tentativo di mettere in sicurezza le sue frontiere.
"Nel deserto meridionale, gruppi jihadisti con base nelle aree di confine del Mali, Tunisia e Libia mantengono la capacità di penetrare in profondità in Algeria per effettuare attacchi, principalmente contro complessi energetici", aggiunge Jane's.
"Nonostante i dispiegamenti aggiuntivi da parte delle forze armate ai confini e la costruzione di barriere fisiche di difesa a seguito dell'assalto jihadista del gennaio 2013 al complesso di gas di In Amenas, sequestri di armi (....) e munizioni ad Illizi e Tamanrasset continuano averificarsi'', scrive ancora il think tank.
"È probabile che il più delle volte si tratti di materiale destinato alla Libia piuttosto che essere utilizzato in Algeria, ma questa vulnerabilità sottolinea tuttavia la natura porosa dei confini algerini", afferma Jane's.
"La cooperazione per la sicurezza regionale rimane debole, sebbene l'Algeria l'abbia intensificata in materia di sicurezza con gli Stati vicini", afferma il rapporto.
"Ad esempio, l'Algeria ha coordinato e condiviso l'intelligence con le forze tunisine nell'area di confine. Sul fronte libico, la situazione è più problematica, data la presenza di milizie rivali e l'assenza di effettive forze militari statali ", dice il rapporto.
"La cooperazione militare algerina con le forze maliane, nigeriane e mauritane è piuttosto limitata'', dal momento che ''la dottrina militare consolidata dà priorità al miglioramento della sicurezza delle frontiere piuttosto che alle operazioni transfrontaliere".