Dopo undici anni Israele ammette di aver bombardato il sito nucleare di Al-Kibar in Siria

La declassificazione di alcuni documenti conferma quel che tutti gli analisti pensavano sul raid che cancellò un impianto forse realizzato da Damasco con l'aiuto della Corea del Nord

Caccia israeliano

Caccia israeliano

globalist 21 marzo 2018

L'esercito israeliano ha ammesso oggi di avere attaccato e distrutto più di 10 anni fa, con un raid aereo, un sito nucleare segreto in Siria.

Una ammissione che conferma quel che per molti analisti era una certezza da sempre, cioè che dietro l'audace incursione in territorio siriano contro il sito di Al-Kibar, nella provincia orientale di Deir Ezzor, nella notte tra il 5 e il 6 settembre 2007, ci fosse Israele.
Ma è la prima volta che Israele si assume apertamente la responsabilità dell'attacco, pubblicando in questa occasione documenti appena declassificati.
Il riconoscimento coincide con un numero crescente di avvertimenti da parte di Israele contro il rafforzamento della presenza militare iraniana nella Siria, favorita dalla guerra, e coincide con la richiesta di correggere o annullare l'accordo raggiunto dalle maggiori potenze con l'Iran sulle attività nucleari della Repubblica Islamica.
La possibilità di un attacco israeliano agli impianti nucleari iraniani è stata a lungo oggetto di intense speculazioni. Nel 1981, Israele bombardò il reattore nucleare iracheno di Osirak, nonostante l'opposizione di Washington.
"La notte tra il 5 e il 6 settembre 2007, aerei dell'aeronautica israeliana hanno colpito e distrutto un reattore nucleare siriano in fase di sviluppo", ha detto l'Esercito in una dichiarazione. Il reattore stava per essere completato, cosa che indusse sraele ad una operazione militare per eliminare una minaccia concreta alla sua esistenza e pericolosa per l'intera regione.
Da parte sua, la Siria ha sempre negato che quello di Al-Kibar fosse un sito nucleare.
Ma l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA) nel 2011 aveva giudicato "molto probabile" che questo sito fosse effettivamente un reattore, forse costruito con l'assistenza della Corea del Nord.
"Un reattore nucleare nelle mani di Assad avrebbe avuto gravi ripercussioni per tutto il Medio Oriente", ha detto l'esercito israeliano.
Al di là delle motivazioni strategiche, la declassificazione rivela nuovi dettagli dell'operazione "Orchard", preparata nel più grande segreto.
Quattro F-15 e altrettanti F-16 parteciparono al raid iniziato alle 22:30 del 5 settembre del 2007. Gli aerei tornarono alla loro base alle 02:30 del giorno successivo. Dell'attacco esiste anche un video che fissa la sequenza del raid e l'esplosione del sito.
Il presunto reattore fu ''totalmente disattivato'' e il danno ''irreversibile", ha detto l'esercito.
L'attuale capo di stato maggiore israeliano, il generale Gadi Eisenkot, all'epoca comandante della regione militare del nord, ha ricordato le fasi precedenti all'attacco, come il briefing con i piloti, ai quali inizialmente non furono dati dettagli sulla missione, compreso l'obiettivo.
Israele, pur tenendosi lontano dal conflitto in Siria, scoppiato nel 2011, ha condotto decine di raid contro postazioni del regime di Dmasco e altri obiettivi, come convogli di armi destinati al libanese sciita di Hezbollah.
Preoccupazione desta anche la crescente presenza militare in Siria dell'Iran, un altro alleato del regime. Israele accusaTeheran di cercare di costruire, nell'area, impianti di produzione di missili di alta precisione che potrebbero essere usati contro di esso.