I jihadisti filo-Erdogan minacciano i curdi con le parole dell'Isis: "Vi decapiteremo"

Funzionari americani hanno confermato alla Cnn che le forze sostenute dalla Turchia stanno violando dal primo giorno la tregua di 102 ore concordata da Ankara e Washington

I jihadisti filo-turchi di Ahrar Al-Sharqiya

I jihadisti filo-turchi di Ahrar Al-Sharqiya

globalist 19 ottobre 2019

Le prove già c'erano: ma funzionari americani hanno confermato alla Cnn che forze sostenute dalla Turchia stanno violando dal primo giorno la tregua di 102 ore concordata da Ankara e Washington. L'alleanza curdo araba delle Forze democratiche siriane (Fds) hanno fermato le operazioni, ma vengono attaccate, ha spiegato la fonte a condizione di anonimato. Il funzionario ha quindi aggiunto che le forze filo turche stanno agendo fuori dal controllo di Ankara o ''senza che (Ankara, ndr) si preoccupi di quello che stanno facendo''.
La tregua, quindi, ''non viene rispettata'', ha confermato un secondo funzionario americano alla Cnn.
Nel frattempo un convoglio umanitario è entrato nella città di Ras al Ain, nel Nord-Est della Siria, per evacuare i feriti dell'offensiva militare lanciata dalla Turchia il 9 ottobre scorso.
Lo fatto raccontato i media curdi, precisando che il convoglio comprende la Mezzaluna rossa siriana e la Croce rossa internazionale.
Il convoglio, rimasto in città solo poche ore, ha caricato diversi feriti presenti nell'ospedale locale, che verranno ora trasferiti nelle strutture sanitarie delle città di Qamishli e Hasakah.
Ma intanto dal fronte giungono altri video terribili: un gruppo di jihadisti delle milizie filo-turche finanziate da Erdogan che lanciano minacce contro i curdi usando le stesse parole dell’Isis: “ Arrendetevi o vi taglieremo la testo, tra poche ore mostreremo le vostre teste tagliate”.
E ancora: “Se dio vuole stiamo venendo da voi, la vittoria viene solo da dio. Con le decapitazioni”.
La tregua farlocca
Una tregua farlocca: gli aerei da ricognizione turchi continuano a volarei sul cielo della città di Serêkaniyê senza sosta, mentre i mercenari jihadisti delle milizie filo- turche continuano a bloccare la strada che porta all'ospedale della città per impedire l'apertura di un corridoio umanitario per trasportare i feriti.
Tra l’altro l’esercito turco ha approfittato della tregua per guadagnare terreno e portare le milizie dei mercenari e armi pesanti nella città di Serêkaniyê.
Senza considerare che anche ieri i turchi hanno bombardato un certo numero di villaggi e quartieri della città, causando la morte di numerosi civili nel distretto di Zarkan appartenenti a Serêkaniyê.


Nel frattempo un esponente della comunità cristiana di Serêkaniyê ha lanciato un appello all'Onu, alla Lega araba e a tutte le organizzazione umanitare perché sia consentita l'evacuazione dei civili che sono rimasti intrappolati nelle aree di guerra.