Gli yazidi esultano per la morte di al-Baghdadi: "Dio ha fatto giustizia"

Accusati dal Califfo di essere adoratori del diavolo furono sterminati: donne e bambini sono stati venduti come schiavi sessuali, mentre le anziane sono state uccise

Una donna yazida

Una donna yazida

globalist 28 ottobre 2019

Uccisi, rapiti, le donne violentate e fatte schiave. Dai predoni dello Stato Islamico che avevano invaso il nord dell’Iraq e le loro terre: ''Dio ha fatto giustizia''. Così gli yazidi hanno accolto la notizia dell'uccisione del leader dello Stato Islamico (Isis) Abu Bakr al-Baghdadi, che nel 2014 ha ordinato un vero e proprio genocidio della minoranza che viveva nella zona di Shingal al confine tra Iraq e Siria. ''Siamo molto soddisfatti delle notizie che arrivano. Vorrei essere stato in grado, come in passato, di fare una festa'', ha detto un anziano della comunità degli yazidi dal campo di Shariya, vicino alla città di Duhok.


E' dall'agosto del 2014 che oltre 300mila yazidi vivono in campi per sfollati nel Kurdistan. Etichettati come "adoratori del diavolo" dall'Isis, gli uomini yazidi furono radunati, uccisi in massa e sepolti in fosse comuni, oltre 70 delle quali sono state scoperte finora. Donne e bambini sono stati venduti come schiavi sessuali, mentre le anziane sono state uccise.
''Abu Bakr al-Baghdadi era nemico di Dio. Non aveva religione, fede o vita ultraterrena'', ha detto un rifugiato chiedendo l'anonimato. ''Speriamo che Dio ci faccia tornare alle nostre case e che i resti dell'Isis scompaiano. Speriamo che Dio che non faccia rimanere resti dell'Isis'', ha aggiunto l'uomo, convinto che il gruppo jihadista non termini con la morte del suo leader. ''Siamo molto contenti. Dio esigeva giustizia per noi e per tutti gli altri'', ha aggiunto un altro uomo.