Attentato di Nizza: la Francia si blinda, l'italietta polemizza

Mentre la Francia sotto shock per il sanguinoso attentato di Nizza, dichiara guerra all’islamismo l’italietta si impaluda in miserrime polemiche innescate dalla destra e dal recidivo Matteo Salvini.

Attentato jihadista a Nizza

Attentato jihadista a Nizza

Umberto De Giovannangeli 30 ottobre 2020

Mentre la Francia sotto shock per il sanguinoso attentato di Nizza, dichiara guerra all’islamismo interno ed esterno, l’italietta si impaluda in miserrime polemiche interne innescate dalla destra e dal recidivo Matteo Salvini.


“In passato devo dire che casi analoghi purtroppo si sono verificati e allora mi chiedo come mai le forze di opposizione, che oggi si sono scusate con la Francia, a cui io manifesto tutta la mia solidarietà, come mai non hanno ritenuto di scusarsi in altri casi gravi che si sono verificati. E parlo degli attentati alla metropolitana di Londra, London Bridge nel 2017 e l'attentato alla Rambla del 17 agosto 2017”. Ad affermarlo è la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese parlando al Viminale del caso di  Nizza.  “È il momento di fermare le polemiche, responsabilità non ce n'è da parte nostra”  ha poi detto a SkyTg24, parlando anche dei decreti sicurezza “di Salvini che hanno creato insicurezza”.


Senza vergogna


Proprio il leader della Lega, aveva detto stamattina: “Record di sbarchi (27.190 nel 2020 contro i 9.533 dello stesso periodo di un anno fa), piazze in rivolta e ora perfino un killer tunisino sbarcato a Lampedusa e lasciato tranquillamente scappare in Francia a uccidere e sgozzare. Nel mezzo, la cancellazione dei Decreti Sicurezza per aprire porti e portafogli. Cosa deve succedere ancora? Il Viminale è allo sbando, Lamorgese si dimetta. Senza parole!!! Con i porti aperti sbarca a #Lampedusa un terrorista islamico, identificato a Bari ma lasciato libero di fuggire a #Nizza a sgozzare e decapitare e secondo il ministro dell'Interno è colpa mia!!!”, ha poi scritto su Facebook, Salvini. “Siete senza vergogna”, sentenzia l’ex titolare del Viminale, Salvini, concludendo con l'hashtag “Lamorgesedimettiti”.


“Quando tutta Europa si stringe alla Francia colpita dal terrorismo islamista, lui coglie l'occasione per avviare la campagna di sciacallaggio politico interno. Il fondo si può sempre toccare. Lo insegna Salvini con questo post", commenta l’ex presidente della Camera e oggi parlamentare del Pd Laura Boldrini.  


Sul fronte giudiziario, la Procura di Bari sta collaborando all'indagine avviata su ordine dell'autorità giudiziaria francese relativa all'attentatore di Nizza. Gli accertamenti disposti dalla magistratura barese, che non ha al momento aperto un proprio autonomo fascicolo d'inchiesta con ipotesi di reato, riguardano le verifiche sul transito del 21enne tunisino nel capoluogo pugliese il 9 ottobre scorso. L'uomo, a quanto trapelato fino ad ora, sarebbe sbarcato a Bari dalla nave Rhapsody proveniente dalle coste siciliani con centinaia di altri connazionali, e poi sarebbe stato destinatario di un ordine di rimpatrio firmato dalla Questura.


Non è la prima volta che un tunisino sbarcato in Italia si è poi reso protagonista di un atto di terrorismo in Europa: a febbraio del 2011, con Silvio Berlusconi premier e Roberto Maroni ministro dell'Interno, sempre a Lampedusa arrivò - assieme a migliaia di tunisini - Anis Amri, l'autore della strage al mercatino di Natale di Berlino nel 2016. Al momento dello sbarco Amri si dichiarò minorenne e fu trasferito in un centro per minorenni in Sicilia.


Il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica ascolterà nei prossimi giorni la ministra Lamorgese e il capo della Polizia Franco Gabrielli. L'audizione, sottolinea il presidente del Copasir Raffaele Volpi, sarà dedicata "alla vicenda del cittadino tunisino che, transitato dall'Italia, ha poi compiuto il sanguinoso attentato in Francia" e sugli scontri di piazza che si sono verificate in diverse città italiane durante le proteste contro il Dpcm.


Intanto è massima attenzione sugli obiettivi francesi in Italia e allerta per il personale delle forze di polizia impegnate sul territorio. E' quanto prevede una circolare del capo della Polizia Franco Gabrielli inviata a prefetti e questori dopo l'attentato a Nizza. Quanto avvenuto in Francia è stato analizzato durante una riunione del Comitato di analisi strategica antiterrorismo (Casa) nel corso della quale l'intelligence ha segnalato la necessità di rafforzare le misure di sicurezza in prossimità delle sedi istituzionali francesi. Al momento, viene sottolineato in ambienti del Viminale, su questi obiettivi c'è già il massimo livello di protezione - con una vigilanza fissa dell'Esercito e una vigilanza dinamica delle forze di polizia - e, dunque, va mantenuta alta l'attenzione. Il dispositivo di protezione potrebbe comunque essere rimodulato nelle prossime ore. Nel documento si invitano prefetti e questori a sensibilizzare tutte le forze in campo affinché monitorino con particolare attenzione sedi istituzionali, culturali e di rappresentanza della Francia ma, anche, tutti gli altri obiettivi sensibili e potenzialmente esposti a rischio: dalle sedi di governo a quelle istituzionali fino a obiettivi religiosi e diplomatici. Alle autorità di pubblica sicurezza sul territorio si chiede anche di potenziare il monitoraggio di tutti gli ambienti a rischio e di attivare tutte le reti informative.


"Noi leader europei siamo scioccati e rattristati dagli attacchi terroristici in Francia, e li condanniamo nei termini più forti possibili. Questi rappresentano attacchi ai nostri valori condivisi. Siamo uniti e fermi nella nostra solidarietà con la Francia, nella nostra comune e continua lotta contro il terrorismo e l'estremismo violento. Chiediamo ai leader mondiali di lavorare per il dialogo e la comprensione tra le comunità e le religioni, più che per le divisioni". Così i leader dell'Ue in una dichiarazione pubblicata all'inizio della loro videoconferenza sul Covid.


Il viaggio della morte


Brahim Aoussaoui era arrivato a Nizza solo il giorno prima dell’attentato. Partito da Parigi in treno, è arrivato nella città francese con l’unico obiettivo di portare a termine l’attentato. Lo ha fatto sapere il procuratore antiterrorismo francese, Jean-Francois Ricard, e lo confermano anche le dichiarazioni dei familiari che la sera di mercoledì hanno ricevuto un messaggio con la foto della basilica in cui il 21enne diceva al fratello di voler passare lì la notte. Il giovane, continuano dalla Procura, aveva con sé un documento della Croce Rossa italiana, essendo sbarcato a Lampedusa solo il 20 settembre scorso, ed è stato ripreso dalle telecamere a circuito chiuso della stazione di Nizza, dove si è cambiato giovedì mattina prima di raggiungere la chiesa di Notre Dame, a 400 metri di distanza, e compiere l’attacco.


Il killer ha dichiarato agli inquirenti di essere l’unico responsabile dell’attentato, ma la polizia sta cercando di ricostruire la catena di contatti dell’uomo per capire se, invece, dietro di lui si nasconda una regia che lo ha guidato fino alla chiesa, coltello in mano, per sgozzare tre persone. Le autorità hanno infatti arrestato un uomo di 47 anni, secondo quanto riporta Bfmtv che cita fonti della polizia, sospettato di aver avuto contatti con l’attentatore il giorno prima dell’attacco.


A confermare che Aoussaoui, che al momento si trova in prognosi riservata in ospedale per l’operazione a cui è stato sottoposto dopo essere stato colpito dai proiettili degli agenti, stava programmando l’agguato almeno dal giorno prima è la famiglia del 21enne tunisino raccontando ad al-Arabiya che l’attentatore aveva detto al fratello che vive in Tunisia di “voler passare la notte davanti alla basilica”. L’uomo ha anche inviato al fratello “una foto dell’edificio”. La madre ha detto che “quello che abbiamo visto nelle immagini è lui, nostro figlio. Mi telefonò non appena arrivato in Francia”. La Procura antiterrorismo di Tunisi, in parallelo con quella francese, ha aperto un’indagine per fare chiarezza sui contatti e la vita di Aoussaoui nel Paese nordafricano, con alcuni familiari che sono già stati sentiti dagli inquirenti.


La Francia si blinda


Il Governo francese, dopo le parole di ieri sera del presidente Emmanuel Macron che ha annunciato un rafforzamento della presenza militare sul territorio, con l’operazione ‘Sentinelle’ che passerà da 3mila a 7mila uomini, promette di entrare “in guerra” per estirpare le sacche di radicalismo diffuse nel Paese. “Non siamo in guerra contro una religione, ma contro un’ideologia, l’ideologia islamista”, ha dichiarato in un’intervista a Rtl il ministro dell’Interno francese, Gérald Darmanin. “Siamo in guerra contro un nemico che è sia interno che esterno – ha aggiunto – Quando si è in guerra, si deve comprendere che ci sono stati e ci saranno altri fatti come questo attentato ignobile“.


Darmanin ha poi aggiunto che le autorità francesi hanno espulso 14 stranieri “radicalizzati nell’ultimo mese e altre 18 “espulsioni” saranno eseguite nei prossimi giorni. Se “si deve lottare contro gli stranieri che si sono radicalizzati, questo non è il caso” dell’assalitore della basilica di Nizza, poiché non era noto né ai servizi francesi né europei, ha precisato.


Intanto, emergono particolari sull’identità delle tre vittime, due donne e un uomo. Quest’ultimo era il sacrestano della cattedrale, 45enne, padre di due ragazze. Mentre tra le donne, quella che ha tentato di rifugiarsi in un bar ed è poi morta per le ferite riportate è una 40enne di origini brasiliane, come confermato dal governo di Brasilia, che prima di morire ha detto ai suoi soccorritori: Dite ai miei figli che li amo”. Della terza vittima, al momento, si sa solo che si tratta di una donna sui 60 anni.