Nicola Lagioia scopre i volti del male nell’assurdo omicidio di Luca Varani

Lo scrittore e direttore del Salone di Torino pubblica il romanzo-reportage nella “Città dei vivi” sul ragazzo ucciso nel 2016 da Marco Prato e Manuel Foffo. A Udine e Milano i primi incontri

Marco Prato in una sua immagine che diffondeva sui social

Marco Prato in una sua immagine che diffondeva sui social

redazione 17 ottobre 2020Culture
Tra il 4 e il 5 marzo 2016 in un appartamento di via Igino Giordani a Roma Marco Prato, suicida in carcere a Velletri nel giugno 2017 prima del processo, e Manuel Foffo, poi condannato 30 anni, massacrarono con un centinaio di coltellate il 23enne Luca Varani, dopo alcol, sesso, cocaina e sevizie. La motivazione apparve subito assurda: volevano vedere che effetto fa far soffrire e uccidere qualcuno. Quel crimine colpì Nicola Lagioia: dopo aver scritto un reportage commissionatogli dal Venerdì, lo scrittore, conduttore radiofonico a “Pagina3” di Radio3 e direttore del Salone del libro di Torino ha scritto un libro intorno a quel caso in uscita il 20 ottobre: La città dei vivi (Einaudi, pp. 472, euro 22). Il modello, dichiarato, è il reportage-capolavoro di Truman Capote A sangue freddo. Infatti l’autore per il suo romanzo-reportage ha fatto interviste, ha ricomposto i fatti, ha seguito le ricostruzioni dei carabinieri autorizzato dall’Arma stessa, ha intervistato i genitori di Luca Varani, ha esplorato la città di Roma, dove vive.

È «un viaggio per le strade buie della città eterna, un'indagine sulla natura umana, sulla responsabilità e la colpa, sull'istinto di sopraffazione e il libero arbitrio. Su chi siamo, o chi potevamo diventare», appunta l’editore. «Quella storia mi apparteneva. In fondo io mi sento un salvato rispetto a un’adolescenza turbolenta, anni in cui sei dentro la linea d’ombra e tutto è possibile, anche ammazzare qualcuno che passa sotto la tua finestre mentre ubriaco lanci bottiglie vuote. Poi ne sono uscito grazie alla disciplina, agli amici e alla letteratura», confessa lo scrittore barese a Simonetta Fiori in un’intervista sul Venerdì di ieri 16 ottobre dove ricostruisce come è arrivato a scrivere questo libro da cui Sky trarrà una serie tv con lo stesso Lagioia come autore della sceneggiatura.

«Non ho cercato la verità giudiziaria, separando con la spada i buoni dai cattivi, ma ho provato a cogliere la verità umana di una storia demoniaca che non risparmia nessuno, neppure gli assassini», dice ancora Lagioia. Che con “demoniaca” non intende presenze soprannaturali bensì pulsioni distruttive interiori perché, in Prato e Foffo, vede «un mutamento antropologico che rischia di segnare un’epoca di assassini a loro insaputa».

Il 47enne scrittore, Premio Strega nel 2015 con il romanzo La ferocia, presenta La città dei vivi alla Chiesa di San Francesco a Udine sabato 24 ottobre alle 11 nella manifestazione “La Notte dei Lettori” introdotto da Gian Mario Villalta (clicca qui per prenotare). Domenica 25 alle 21 è invece a Milano al Teatro Franco Parenti in un incontro con Leonardo Caffo, Chiara Ingrosso, Cecilia Sala e Walter Siti, e con Serena Danna come moderatore (clicca qui per prenotare).