Se Dio esiste non è onnipotente

I miei pensieri da agnostico guardando l'umanità, l'umiltà e la lungimiranza di Papa Francesco che mi lasciano spesso a bocca aperta.

Il Papa implora la pace al presidente del Sud Sudan

Il Papa implora la pace al presidente del Sud Sudan

David Grieco 14 aprile 2019
Oggi è la Domenica delle Palme. Essendo ateo, o per meglio dire agnostico, non l'ho mai festeggiata.
Detesto l'ipocrisia e la malafede di tanti credenti, ma non ho mai avversato nessuna religione perché mi è sembrato di capire fin da ragazzo la sua antica e preziosa funzione nell'evoluzione della sensibilità umana.
Mi sono sempre sentito semplicemente estraneo alla fede e ai suoi riti e so già che non cambierò idea in punto di morte perché amo rivendicare la stessa sensibilità, la stessa spiritualità, lo stesso altruismo che le religioni predicano pur non avendo io alcun dio di fronte al quale inginocchiarmi.
L'altro giorno, tuttavia, quando ho visto Papa Francesco protrarsi di fronte ai leader del Sud Sudan e baciargli i piedi mi sono commosso come poche volte in vita mia perché mi ha profondamente colpito la straordinaria importanza del suo gesto. Importanza confermata dalla conseguente ira funesta di tanti bruttissimi credenti in malafede, come quelli del recente e famigerato convegno di Verona, che si stanno purtroppo moltiplicando in modo esponenziale
L'umanità, l'umiltà e la lungimiranza di questo papa mi lasciano spesso a bocca aperta. Anche il suo appello ai giovani affinché ricomincino a guardarsi negli occhi anziché fissare tutto il tempo il display dello smartphone perché il telefono cellulare può diventare una droga anche peggiore di tante altre, è un messaggio che mi ha sorpreso non poco. Perché è un messaggio molto terreno, ma anche questo molto importante. Com'è noto, non è vero che sono solo i giovani ad essere intossicati da questa abitudine così evasiva e compulsiva. In realtà, sono intossicati dal cattivo uso delle nuove tecnologie sopratutto gli anziani, che rappresentano purtroppo la maggioranza degli abitanti del nostro paese e a differenza dei giovani non sono in grado di gestire questa nuova, pericolosa abitudine.
L'altro giorno in città, cercando di superare un macchinone dai vetri oscurati che procedeva lentamente e sempre a zig-zag, sono finito su un marciapiede e ho scoperto che il conducente del macchinone era un ottantenne che stava digitando sul suo smartphone mentre guidava. Gli ho chiesto in malo modo se avesse l'ambizione di investire quattro ventenni per dimostrare, meglio di chiunque altro, che il nostro non è proprio un paese per giovani.
Secondo me dio non esiste, ma questa non l'ho mai considerata una buona notizia. Non ho mai pensato, come tanti atei, che dio non esista solo perché nel mondo si vedono troppe ingiustizie impunite. Se dio esistesse, sarebbe fin troppo comodo chiedere conto a lui di tutte queste ingiustizie, e questo è proprio ciò che fanno, a mio avviso, i credenti in malafede.
Dio, se esistesse, non potrebbe e neppure dovrebbe essere considerato onnipotente, perché fra i tanti dittatori che sgomitano oggigiorno, dio proprio non ce lo vedrei. Per me che in dio non credo, dio non è altro che la coscienza di ognuno di noi, che deve essere quotidianamente alimentata da una riflessione permanente su ciò che è giusto e ciò che non lo è, anche quando magari può sembrarlo.
Questo è per me, oggi più che mai, il significato della parola dio. E invecchiando sto cominciando a pensare che non sia poi così diverso, se esiste, dal dio di cui parla Papa Francesco.