Smarriscono la figlia nel '99, si sospetta che l'abbiano uccisa: la ragazza ricompare vent'anni dopo

Una storia incredibile e a lieto fine quella di Yulia Gorina, sparita in treno nel 1999 e ricongiunta alla sua famiglia grazie a internet

Yulia con i genitori

Yulia con i genitori

globalist 4 settembre 2019

Per vent'anni la famiglia di Yulia Gorina è stata sospettata di aver ucciso la bambina nel 1999, quando aveva 4 anni, e di averne occultato il corpo. Solo nel 2017 il test alla macchina della verità ha confermato la loro innocenza e la versione del padre: Yulia è stata rapita in treno, mentre l'uomo dormiva durante un viaggio. Ma nonostante l'innocenza rimane l'onta, la paura e il dolore con cui i genitori di Yulia hanno dovuto convivere per tutti questi anni. Fino ad oggi, quando Yulia è tornata a casa. 
È una storia incredibile quella di questa giovane 24enne bielorussa. Aveva solo 4 anni quando, mentre il padre dormiva, ha seguito - come lei racconta, anche se ammette che i suoi ricordi sono molto vaghi - una coppia che secondo gli investigatori aveva in mente di rapirla. Poi, nella memoria di Yulia c'è un buco di tre settimane. Inspiegabilmente, la bambina si ritrova in Russia, dove viene ritrovata dalla polizia. Le forze dell'ordine non sono in grado di recuperare l'identità dei genitori, la bambina non ha con sé nessun documento. E così viene data in adozione. 
Nel frattempo, a casa, i genitori non smettono mai di cercarla. Passano vent'anni e il fidanzato di Yulia, Ilya Kryukov, fa una ricerca su internet sui casi di rapimento nel 1999 in Bielorussia. Fa combaciare la data del ritrovamento di Yulia in Russia e vede che il periodo è più o meno lo stesso del caso della bambina rapita in treno. Contatta la famiglia, organizza l'incontro. Il test del Dna conferma: quella ragazza è proprio Yulia. Che ora è mamma a sua volta, di una bimba di nome Kristina.