Ci possono essere altri motivi per non mangiare Nutella, e non perché lo dice Matteo Salvini

Salvini dice che non mangia più Nutella e la sinistra risponde tessendo le lodi della Ferrero. Che però sta praticando un'agricoltura intensiva in Umbria che sta rovinando il territorio

Nutella

Nutella

Giuseppe Cassarà 6 dicembre 2019

Da quando ieri sera, dal palco di Ravenna, Matteo Salvini ha detto che non mangia più la Nutella perché usa nocciole turche e non italiane, il trend ‘Nutella’ su twitter ha cominciato a salire. E siccome l’agenda giornaliera in questo paese la detta Matteo Salvini, a destra come a sinistra, si è cercato il modo per attaccarlo anche su questa ennesima idiozia.


Presto detto: Salvini attacca la Nutella? E noi, la sinistra o comunque chi non è con Matteo Salvini prende le difese della Ferrero. Lo abbiamo fatto anche noi su Globalist: la Ferrero azienda modello è comparsa su tutte le bacheche ‘democratiche’ d’Italia.


Eppure, sono sicuro che c’è una parte, seppure minima, della popolazione di sinistra, dove non sono così prodighi di complimenti nei confronti della Ferrero: mi riferisco a un’iniziativa che ha avuto molto poco risalto mediatico in Italia ma di cui bisogna parlare, perché sono argomenti che toccano l’ambientalismo e il lavoro, temi che - se ben ricordo - sono di sinistra.


L’iniziativa si chiama ‘I Noccioli del Problema’ ed è una rete di associazioni territoriali che lo scorso sedici marzo si sono incontrati a Orvieto per una conferenza sulle monocolture intensive di noccioli tra Alfina, Orvietano e Tuscia.


Monocolture portate avanti da chi? Proprio dalla Ferrero. “Gli abitanti di queste zone (al confine tra Lazio, Toscana ed Umbria) si trovano difatti a dover far fronte a politiche agricole che favoriscono l’insediamento di noccioleti nell’area. Tuttavia, non è tanto il nocciolo a preoccupare i residenti quanto gli impatti che queste monocolture possono avere sulla salute delle persone e dell’ambiente che le ospita” scrive il sito greenreport.it a proposito del tema.


L’iniziativa vede nomi importanti dietro, come la regista umbra Alice Rohrwacher, che aveva anche scritto un appello su Repubblica per chiedere che si prendesse più al cuore il territorio.


Ma che sta succedendo in Umbria? Prendiamo un bell’articolo di Internazionale, comparso lo scorso 21 giugno a firma di Stefano Liberti. Ne consiglio la lettura perché spiega anche molto bene cosa sta succedendo con la Ferrero in Turchia, ma prendiamo il paragrafo in cui si parla proprio delle monocolture italiane:

“L’aumento della produzione negli ultimi anni ha portato a una pesante eutrofizzazione delle acque, determinata dalla presenza di fosforo e azoto, che sono elementi costitutivi di fertilizzanti e pesticidi. Oggi il lago di Vico è in uno stato comatoso”, spiega Giuseppe Nascetti, direttore del dipartimento di ecologia e biologia dell’università della Tuscia. Nel suo studio, il professore mostra delle mappe che registrano l’andamento delle sostanze nelle acque del lago, con la conseguente variazione della flora e della fauna. Il docente, che ha condotto studi trentennali nell’area, lancia oggi un avvertimento: “Bisogna considerare produzioni più sostenibili, ragionare insieme a tutti i soggetti interessati per portare avanti un sistema di sviluppo più in equilibrio con l’ambiente. Abbiamo parlato con la Ferrero qualche anno fa, per lanciare un progetto pilota con effetti meno negativi sull’ambiente, ma alla fine non se n’è fatto nulla”.


Ecco, senza nulla togliere a tutto il bene che fa la Ferrero in questo paese, questo è un problema. E si poteva trattare approfittando della sparata di Salvini: 'non mangi la Nutella per la Turchia? Pensa invece ai lavoratori dell’Umbria'. Forse un po’ superficiale, ma sarebbe il caso di portare nuovi argomenti, nuovi punti di vista alla discussione.


Ma affermare che tessere indiscriminatamente le lodi della Ferrero solo perché oggi è questo che ha detto Salvini è un modo sbagliato di vivere la politica democratica mi è valso un litigio con un noto gruppo di anti-salviniani, che non cito perché non sono qui per farne una questione personale.
Basti sapere che questo noto gruppo, attivo su Roma, non ha trovato niente di meglio per rispondermi che andare sul mio profilo privato di Instagram e utilizzare delle foto private contro di me. Un atteggiamento che è molto simile, se non del tutto, a quello che fanno i leghisti. Siamo dunque arrivati al punto in cui il mondo si divide in due categorie, chi è contro Salvini e chi è salviniano? Il problema di certa sinistra è esattamente questo: si è costruita un nemico e vive facendo dei distinguo: o sei con me o sei mio nemico.


Ma il risultato di questo atteggiamento è un opposizione che risponde ciecamente alle provocazioni di Salvini. Facendo il suo gioco e annullando chiunque non sia disposto a vedere la realtà in bianco e nero. Addirittura giocando sporco, imitando i metodi di chi vuole combattere. E dimenticando che la realtà non può essere costruita ‘contro’ qualcuno.


Ci possono essere altre ragioni per parlare di Nutella, addirittura per non mangiarla. Ma sicuramente non perché ne parla Matteo Salvini.