La scuola e il video-voto, ossia l'esame tra il video-studente e il video-insegnante

Con il coronavirus nella scuola siamo tutti in rete, on line, e pazienza se suona un po' strano, un po' finto, perchè la didattica è salva.

Scuole chiuse per il Coronavirus

Scuole chiuse per il Coronavirus

Antonio Rinaldis 21 marzo 2020
Venerdì 20 marzo. 15° giorno
Non smette mai di lavorarci. E ogni giorno sembra un po' peggio. E ogni giorno aspettiamo con ansia la sera nella speranza che i dati forniti dalla Protezione Civile ci forniscano qualche dato incoraggiante, qualcosa a cui aggrapparci, per sperare che siamo finalmente oltre quel maledetto picco di contagiati e di morti, che è il crinale dal quale dobbiamo scendere per ritrovare le nostre vite che adesso sono sospese in un bilico fra angoscia da accerchiamento e desiderio irrazionale di liberazione.
Ma vorrei abbandonare la disperazione della realtà per parlare dei videovoti, che in questo momento sembrano la frontiera più avanzata della didattica e di quella scienza chiamata docimologia, che studia i criteri scientifici della valutazione scolastica. Inventata da uno psicologo francese che si chiamava Henry Pieron e codificata negli anni ’60, la docimologia ha come obiettivo l’uniformità dei giudizi e delle prestazioni degli studenti, per rimediare ai differenti punti di vista soggettivi che rendevano troppo aleatorie le valutazioni. Da quel momento la docimologia è diventata croce e delizia per tutti i docenti, si sono moltiplicate griglie di valutazione sempre più raffinate che avevano come obiettivo l’eliminazione di qualsiasi giudizi arbitrario per arrivare infine alla valutazione perfettamente scientifica.
Il viedovoto è l’ultima applicazione della docimologia. Il docente interroga via Internet lo studente e alla fine lo valuta, attraverso lo schermo. Ho pensato che per rendere più credibile la prova si potrebbe anche chiedere l’aiuto del pubblico, di chi sta a casa e poi fare il totale.
Nel delirio generale il videovoto è l’invenzione geniale che mette in videorelazione un videoinsegnante con un videostudente e così il gioco è fatto, siamo tutti in rete, on line, e pazienza se suona un po' strano, un po' finto, perchè la didattica è salva.