Intrattenimento online: gara a colpi di promozioni

Tra le varie cose il 2020 passerà alla storia come l’anno in cui l’intrattenimento online ha saputo conquistare gli internauti con offerte e promozioni di ogni sorta.

Intrattenimento online

Intrattenimento online

globalist 19 maggio 2020

Tra le varie cose il 2020 passerà alla storia come l’anno in cui l’intrattenimento online ha saputo conquistare gli internauti con offerte e promozioni di ogni sorta. Basti pensare alle varie proposte offerte dalle piattaforme on demand, che talvolta hanno messo anche in difficoltà gli stessi utenti. Scegliere, infatti, implica sempre considerare pro e contro e quando i vantaggi sono tanti non risulta facile.


Iniziamo subito col dire che per guardare contenuti streaming on demand è necessario avere una veloce connessione ad internet e dei dispositivi che ci consentano di usufruirne. Parliamo, dunque, di televisori, smartphone, computer fisso o portatile, tablet o la smart tv. Queste ultime, in particolare, sono molto gettonate, perché danno la possibilità agli utenti di visionare una programmazione personalizzata. Inoltre, grazie ad esse possiamo usufruire dei servizi online, aggiungere app e collegarci al nostro smartphone.


Se la tecnologia ci offre così tanto, anche i servizi d’intrattenimento sembrano essere sullo stesso livello. È doveroso premettere che ogni soggetto in base alle sue esigenze può ritenere più valida un’offerta rispetto ad un’altra. Pur considerando ciò, volendo analizzare le promozioni dei servizi in streaming, si notano delle differenze che possono far propendere la nostra scelta più per l’una che per l’altra opzione. 


Tra quelle più cliccate del momento troviamo il nuovo servizio messo a punto da Amazon e cioè Amazon Prime Video. L’abbonamento annuale è di 36 euro e l’offerta abbastanza variegata: contenuti cinematografici aggiornati, serie tv, una sezione dedicata ai più piccoli e un’altra ai documentari. A ciò si aggiunge anche l’implementazione di un nuovo servizio che consente di acquistare o noleggiare film usciti da poco nelle sale. A quanto pare la loro proposta si arricchirà ulteriormente, perché alcuni film per i bambini saranno disponibili gratuitamente e senza l’obbligo di iscrizione alla piattaforma.


Su un livello più basso, ma con le dovute note di merito, viaggia invece Disney+. Anche se è il servizio di streaming più di recente pare abbia già conquistato la gloria tra i telespettatori. L’abbonamento annuale prevede un costo di 69,99 euro e consente l’accesso a 4 account contemporaneamente. Lo slogan “se puoi sognarlo puoi farlo” è stato in qualche modo supportato dall’ampia offerta di film d’animazione Disney, dalla presenza degli eroi Marvel e da tanti altri contenuti originali.


Ultimo ma non certo per l’ordine di importanza è Netflix, che al momento rimane il colosso da battere nel settore dello streaming. Forse ciò è dovuto soprattutto alla migliore offerta in termini di qualità-prezzo, dal momento che ad un prezzo competitivo ci vengono presentante ben tre tipologie di abbonamento.


Il primo è quello base: prevede un costo mensile di 7,99 euro e concede un solo accesso e una qualità del contenuto standard. Per l’abbonamento standard, il costo è di 11,99 euro, ma gli accessi disponibili sono due e possono essere effettuati in contemporanea per un contenuto in HD. Infine per una qualità 4K ritroviamo l’abbonamento premium, che prevede 4 accessi in contemporanea.


E se queste offerte ci sembrano ghiotte, un discorso a parte meritano i giochi online, altra forma di svago virtuale che raccoglie proseliti in ogni angolo dello stivale. Anche in questo caso il successo si deve soprattutto alle promozioni di cui è possibile usufruire online. Sui portali di gioco possiamo risparmiare utilizzando, ad esempio, i bonus di benvenuto, che ci consentono di giocare senza sborsare soldi.


Insomma se l’intrattenimento virtuale vola alto, il merito non è solo della voglia degli italiani di stare al passo con i tempi, utilizzando dispositivi sempre più evoluti, ma anche dall’intelligenza degli operatori del settore che sanno quali corde toccare per ricevere il consenso dei loro utenti.