Come i casinò affrontano il coronavirus

In che modo il gioco d'azzardo ha affrontato l'epidemia

Casinò

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globalist 20 maggio 2020

L’emergenza dovuta dall’epidemia di Coronavirus in Italia è particolarmente sentita, i contagi e le morti hanno raggiunto cifre preoccupanti.


Come effetto secondario, bisogna sottolineare le difficoltà che stanno vivendo i gestori delle attività commerciali combattuti tra mantenere i locali aperti e vedere un notevole calo di afflussi o chiudere la serranda e arrendersi.


Alcuni locali sono chiusi per decreto ministeriale o per disposizioni regionali perché si trovano in zone particolarmente colpite dall’epidemia e vedono solitamente la presenza contemporanea di un considerevole numero di persone, situazione che faciliterebbe molto la diffusione del virus.


Tra queste attività vi sono anche i casinò, come quello di Venezia che ha riaperto il 6 marzo per poi chiudere immediatamente, come le altre sale da gioco, a seguito del nuovo decreto ministeriale.


Ci chiediamo tutti quando finirà questo incubo e quando torneremo alla vita quotidiana normale, alle nostre abitudini di tutti i giorni.
Virus e casinò in Oriente 


In Cina e nei territori che la circondano l'epidemia è nata e si è diffusa mesi prima rispetto all'Italia. Già a fine 2019 si riscontrano casi di polmonite anche nei casinò di Macao che a partire dal 4 febbraio sono rimasti chiusi per 15 giorni.


Dal 20 febbraio, quando si pensava che l'ordinanza di chiusura venisse prorogata, contro ogni previsione la maggior parte dei casinò di Macao ha riaperto le porte pur sapendo che l'afflusso di clienti sarebbe stato molto limitato ancora per lungo tempo.


Non è semplice prevedere come possa essere la situazione relativa all’epidemia di Coronavirus in Italia nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, ma possiamo basarci su ciò che è accaduto in Cina per elaborare alcune ipotesi.


Sicuramente l’industria del gioco d’azzardo, anche nel nostro Paese, avrà delle ricadute negative con un prevedibile calo degli incassi.


Al contempo, i giocatori potrebbero rivolgersi ai siti di casinò online provocando un aumento delle entrate per queste piattaforme in contrasto con ciò che succede nei casinò tradizionali.


Le sale da gioco del Casinò di Venezia, Ca’ Vendramin Calergi e Ca’ Noghera erano già state oggetto di interventi massivi di sanificazione, ma sono state chiuse a seguito del decreto del governo italiano.


Se andiamo ad analizzare ciò che è successo a Macao, il crollo riscontrato a febbraio è stato molto consistente, dell’87,8% da 2 miliardi e 868 milioni di euro del 2019 a 350,4 milioni di euro di quest’anno. Tutto ciò a causa delle due settimane di chiusura e del calo dei visitatori dovuto dalla paura di contrarre il virus.


Nel mese precedente, con i casinò rimasti aperti, la flessione c’è stata comunque, ma in misura minore, dell’11,3%, a causa delle limitazioni agli spostamenti imposti dal governo ai cittadini cinesi.
Casinò di Sanremo e chiusura per epidemia 


Per tornare in Italia, il Casinò di Sanremo ha deciso di riaprire le porte delle sue sale da gioco ai suoi clienti, introducendo però degli interventi atti a contrastare la diffusione del Coronavirus all’interno dei locali.


Gli eventi organizzati al Teatro del Casinò, invece, sono stati annullati o posticipati a data da destinarsi.


Le misure adottate dal Casinò di Sanremo comprendono l’utilizzo massivo delle salviettine umidificate da parte di tutti i croupier, la posa di dispenser di sapone a tutti i tavoli nel corso delle operazioni di gioco.


Le decisioni dei singoli casinò italiani sono state sconfessate dall’intervento del Governo che ha imposto la sospensione dell’attività di tutte le sale da gioco sul territorio italiano a seguito dell’estensione della zona arancione a buona parte del Nord Italia.


A questo punto, i residenti di questa vasta area hanno la possibilità di rivolgersi al gioco online per trascorrere il loro tempo libero visto che non possono muoversi se non per ragioni valide e inderogabili.


Coloro i quali hanno la fortuna di abitare in zone meno colpite dal virus e vicino al confine possono, invece, recarsi presso i casinò oltre frontiera che verosimilmente accoglieranno un numero maggiore di giocatori italiani a seguito dell’emergenza.


In questo periodo di crisi, la chiusura dei casinò, anche solo per un periodo limitato, può portare purtroppo a conseguenze negative dal punto di vista occupazionale. Ecco perché le varie sigle sindacali si sono già mobilitate per comprendere meglio la situazione e capire gli eventuali sviluppi futuri.
Conclusione


Il mese di marzo sembra essere quello decisivo per debellare l’epidemia di Coronavirus e per tornare alla normalità. Per ottenere questo risultato gli italiani stanno facendo notevoli sacrifici chiudendo attività commerciali e modificando le abitudini di vita.


La sospensione delle attività nei casinò italiani è un provvedimento che sicuramente non viene accolto con gioia da parte dei giocatori d’azzardo e dei lavoratori del settore, ma che è necessario per favorire il contenimento della diffusione del virus e per accorciare i tempi della soluzione del problema.


Nel frattempo ci si può consolare con i casinò online che rimangono aperti e funzionanti 24 ore su 24 senza alcun problema.