Signor Briatore, sappia che lei non è un ricco ma solo un pidocchio rifatto

Quello che non mi piace di lei è non l’ostentazione della ricchezza ma il disprezzo che dimostra per i poveri. E sul Covid si è comportato da nemico dell'umanità

Flavio Briatore

Flavio Briatore

Giancarlo Governi 28 agosto 2020
Gentile Flavio Briatore, forse si ricorderà di me come io mi ricordo benissimo di lei. Ci siamo conosciuti all’epoca di Test, il programma di Raiuno, all’inizio degli Ottanta, con Emilio Fede.
Io, ignaro di tutto quello che c’era dietro al vostro legame e che poi è venuto alla luce delle cronache, la ricordo come un simpatico giovanotto con una bella casa in un attico di Milano, dove si potevano incontrare personaggi e grandi cantanti come Loredana Bertè e Iva Zanicchi.
Per noi della Rai lei era un discografico e come tale l’ho sempre considerato, anche quando lei si è dedicato alla Formula 1 ottenendo grandi vittorie con la scuderia Benetton. “Però, quel Briatore” mi dicevo e un po’ tifavo per lei, perché la consideravo una persona che stava cancellando certi errori e si faceva strada nella vita e nel lavoro.
La Formula 1 immagino che le abbia dato quella ricchezza che lo ha portato ad essere l’imprenditore del lusso e della vita mondana, insomma grazie alla Formula 1 immagino che lei sia diventato quello del Billionaire. Un nuovo ricco che lavorava e creava imprese per far divertire i ricchi, destando l’invidia e anche l’ammirazione dei poveri, di quelli che al Billionaire non avrebbero potuto permettersi neppure un semplice aperitivo, figuriamoci una cena. Le cronache ci hanno mostrato turbe di queste persone che aspettano di veder entrare e uscire dal suo locale qualche ricco vip che li faccia sognare. E questo mi ha fatto pensare a quel film napoletano dove c’è la famiglia povera che la domenica va a vedere i ricchi che mangiano il gelato.
Quello che non mi piace di lei è, non l’ostentazione della ricchezza ma il disprezzo che lei dimostra per i poveri. Io di ricchi veri ne ho conosciuti sa, e li ho anche intervistati, ci ho parlato e di loro mi è sempre piaciuto il rispetto che avevano per il lavoro e soprattutto l’orgoglio che mostravano, quando elencavano l’alto numero di famiglie che vivevano intorno alla loro ricchezza. Ma quelli erano i capitani di industria di una volta, quelli che hanno fatto il miracolo economico e che la ricchezza l’hanno creata veramente. Gente che odiava la povertà e non i poveri, che lei invece disprezza. Proverbiali le sue battute, ultima delle quali sta circolando sul web accanto a una sua immagine dove non sembra proprio di incarnare l’ideale della bellezza maschile sia pure trasformata dall’età, in cui dice che le mogli dei poveri si riconoscono subito perché sono tutte delle cesse.
Poi con il Covid lei ha fatto il suo capolavoro negativo, oserei dire di nemico dell’umanità e anche di sé stesso. Lei il Covid lo ha sfidato, ha pensato che fosse roba da poveri che non poteva riguardare lei e i suoi clienti ricchi. Ha riaperto il suo Billionaire senza badare alle minime misure di sicurezza. Il giorno di Ferragosto, lo ha detto una sua cliente, nel suo locale si stava azzeccati a ballare come le sardine. Ha risposto con disprezzo al sindaco di Arzachena, trattandolo da povero invidioso della ricchezza, ha fatto ammalare la metà dei suoi dipendenti e si è ammalato lei stesso.
Lei, signor Briatore, lei non è un ricco come quelli della mitologia italiana quelli che arricchendosi hanno arricchito l’Italia, lei è uno di quelli che la mia Mamma, nella sua saggezza popolare, chiamava “pidocchi rifatti”. I nuovi eroi dell’Italia del terzo millennio che avanza.
Le faccio gli auguri di una pronta e completa guarigione e le porgo i miei saluti.