Mentre il coronavirus fa strage mandare in onda Ciao Darwin appare laido e offensivo

In tv è passata e continua a passare tanta mediocre televisione, a volte sciocca, a volte becera, ma nel clima di queste ore, il già volgarissimo show di Canale5 è inopportuno

Ciao Darwin

Ciao Darwin

Onofrio Dispenza 22 marzo 2020

Sabato 21 marzo. Dai giorni dell'ultima guerra, questo è il giorno più drammatico del nostro Paese. L'Italia conta i morti, oggi sono quasi 800. Inatteso, il presidente del Consiglio fa una diretta per annunciare nuove rigorose misure per fronteggiare il coronavirus, si ferma la produzione che non sia di necessità. Conte ha il viso tirato, segnato da una emergenza che mai e poi mai, come uomo, avrebbe immaginato di dover affrontare. Nel Paese, un'aria sospesa, angoscia, paura, incertezza estrema.


In questo clima, con lutti da dimensione da guerra, vai su Canale5 ed ecco "Ciao Darwin". E' vero, in tv è passata e continua a passare tanta mediocre televisione, a volte sciocca, a volte becera, ma nel clima di queste ore, il già volgarissimo show di Canale5 appare laido e offensivo.


Mi era capitato di doverlo notare altre volte, ed ero passato oltre. Ma nel clima di queste ore mi sono trattenuto alcuni minuti per vedere se lo show era veramente in onda ( non credevo ai miei occhi ) e se riusciva a toccare il fondo. Era veramente in onda - ovviamente registrato - e il fondo lo toccava a ripetizione, sguazzando nel limaccioso. Lo studio, una sorta di arena con due tribune contrapposte urlanti e sudaticce, un pò di cosce e di altrettanti culi che mandavano in visibilio la fauna in tribuna, uomini in mutande, una giungla di doppi sensi "magistralmente" governati da Bonolis che appare la persona giusta per gestire questo spettacolo. Un'arena, rappresentazione e svolgimento della peggio Italia, parecchio cialtrona, show che va oltre le più amare commedie che l'hanno rappresentata questa Italia.
Spettacolo calato inopportunamente in un'Italia sconvolta dalla paura e dal dolore. alle prese con sacche di irresponsabilità, cialtrona per l'appunto; irresponsabilità che vanno individuate, cancellate e punite. Per il tempo che ho resistito a seguirlo, per poterne parlare, prima che i conati di vomito e di rabbia spingessero il mio telecomando altrove, due, tre cose che ho ascoltato e visto, note stonatissime considerato il dramma che viviamo.
Ad un certo punto, Bonolis, sempre tentato dal doppio senso pecoreccio, quello ormai desueto anche nelle peggiori taverne, parla di "un minuto di raccoglimento, non perchè ci sia il morto...". Frase non ricordo riferita a cosa ma che nella notte luttuosa dell'Italia preda del virus insidioso e mortale, suonava stonatissimo passaggio di uno show insensatamente programmato da vertici aziendali del Canale che la sensibilità - come cantava de André - ce l'hanno nel buco del culo. Dal minuto di raccoglimento si passava al gioco dell'uomo seppellito nel deserto e dato in pasto agli avvoltoi. Così probabilmente anche oltre il mio gesto di premere il telecomando per passare ad altro. E chissà quant'altro mi sarò perso.
Ripeto, in tv si è sbagliato, si continua a sbagliare e domani e dopodomani si faranno tanti altri errori, si scambierà la volgarità con la santa e legittima leggerezza, ma ci dovevano essere, devono esserci e dovranno esserci confini che ci separino dall'osceno e dall'oltraggioso. Per una questione di civiltà, per rispettare lutti e dolori, per non offendere il sacrificio di medici, infermieri e tanti altri instancabili italiani che hanno diritto ad una pausa per sorridere e sperare ma non di essere spinti testa in giù nella tazza del wc.