Report replica alle accuse della Lega: "Chi cerca il silenzio ha sbagliato interlocutore".

Sigfrido Ranucci dopo gli attacchi sulla puntata che aveva parlato della diffusione del Covid-19 in relazione all'inquinamento provocato da alcune aziende"

Sigfrido Ranucci, conduttore di Report

Sigfrido Ranucci, conduttore di Report

globalist 15 aprile 2020
Un attacco ad alzo zero della Lega a tutti i livelli, fino all’auspicio dell’assessore che le aziende togliessero per ritorsione la pubblicità alla Rai.
"Dall'accusa di fake news siamo arrivati all'ipotesi scientifica che è esattamente il contesto in cui è stata realizzata l'inchiesta di Report".
Così il conduttore di 'Report' Sigfrido Ranucci, ha commentato le parole del segretario della Commissione Agricoltura della Camera Guglielmo Golinelli (Lega). "Personalmente - ricorda il giornalista - ho detto che è una questione da approfondire, un position paper da approfondire come del resto ha detto anche l'Istituto Superiore di Sanità che ha sottolineato come il rapporto tra la diffusione del virus Covid-19 e la mortalità nei luoghi con più inquinamento Pm10 (come è emerso anche dallo studio di Harvard) deve essere approfondito. Se poi uno cerca in Report il silenzio su cose così importanti ha sbagliato interlocutore".
"Noi continueremo a raccontare fatti e non fake - scandisce Ranucci - come dimostra la storia venticinquennale di 'Report'. Che le deiezioni rilasciate nell'ambiente producano ammoniaca e che questa favorisca la produzione di Pm10 lo dice lo stesso dirigente dell'Arpa Lombardia. Che le pm10 possano diffondere dei virus è emerso dallo studio fatto dai ricercatori di Pechino che hanno trovato, infatti, il 4% di composizioni di virus (come quello dell'aviaria e morbillo) su 206 campioni di Pm10. Il fatto poi che c'è un aumento della mortalità del 15% dove c'è maggiore diffusione di Pm10 è emerso dallo studio di Harvard. Sono tutti studi, messi infila uno accanto all'altro, che meritano un approfondimento, come ha affermato lo Stesso Istituto superiore di Sanità ai nostri microfoni".