Franco Battiato per orchestra e canzone inedita è tornato

Brani sinfonici con la Philharmonic Orchestra nel nuovo album. Versioni dal vivo più l’inedito “Torneremo ancora”. I collaboratori: «Sta bene anche se non al punto da venire a Milano»

Franco Battiato. Foto Lorenzo Pagliani

Franco Battiato. Foto Lorenzo Pagliani

di Giordano Casiraghi

Una conferenza stampa a Milano per annunciare l’uscita del nuovo album di Franco Battiato realizzato con la Royal Philharmonic Concert Orchestra. Torneremo ancora, in uscita oggi 18 ottobre, accoglie anche brani che dal vivo non venivano abitualmente suonati.
La conferenza prende inizio con l’ascolto di alcuni pezzi, cominciando da Come un cammello in una grondaia, dall’album omonimo del 1991, da cui viene estratto anche Povera patria, un brano intramontabile, tanto misurato nei toni quanto sferzante nel contenuto. Un brano ripreso da vari artisti, da Paola Turci e perfino Pino Scotto, quindi brani dai vari Fleurs, gli album di Battiato che hanno ridato spessore e importanza alla forma canzone di tradizione melodica, quella dei primi cantautori francesi e italiani. Ecco infatti Perduto amor di Salvatore Adamo, scritta nel 1964, attribuita nelle note stampa a Franco Battiato - Giusto Pio, oltre a Te lo leggo negli occhi di Sergio Endrigo, portata al successo da Dino. Un mondo, quello delle interpretazioni, che Battiato ha lungamente valorizzato, attraverso l’incisione di tre capitoli discografici.
“Torneremo ancora” fu scritta per Bocelli
Dopo La cura, immancabile, arriva l’inedito Torneremo ancora, scritto originariamente per Andrea Bocelli su invito di Caterina Caselli che, nel lontano 1967 insieme a Giorgio Gaber, aveva fatto esordire in televisione sia Battiato che Guccini. Fine dell’ascolto dell’album e spazio alle parole con Francesco Cattini, Francesco Messina e Pino Pischetola, i tre collaboratori più stretti, con Battiato da vent’anni e più.
«Abbiamo registrato le date del tour con l’Orchestra e subito ci siamo accorti che la resa era notevole e assegnava alle canzoni di Battiato una forza superiore. L’idea di realizzare l’album è arrivata dopo, ma Franco era entusiasta di poter eseguire dal vivo i brani con l’orchestra che abitualmente impiega per le realizzazioni discografiche. Va detto che la partecipazione di Battiato alla realizzazione dell’album è stata completa, dalla selezione dei brani al lavoro sui missaggi». In proposito è Pino Pischetola a riferire particolari della lavorazione: «È dall’album Gommalacca che curo la parte sonora dei suoi album e come al solito parte della produzione avviene a casa sua, a Milo, e parte nel mio studio a Milano. A Milo le attrezzature sono altamente professionali e permettono la messa a punto dei vari brani. Battiato ha sempre amato l’inserimento degli archi veri e dopo aver provato altre orchestre ci siamo orientati sulla Royal Philharmonic andando a registrare le parti a Londra. Questa volta lui non è venuto, ma c’era Carlo Guaitoli alla direzione d’orchestra. Tante volte siamo andati a Londra e abbiamo sempre passato dei bei momenti insieme. Se vogliamo è questa la differenza rispetto alle altre volte. A Londra abbiamo aggiunto l’orchestra al brano inedito Torneremo ancora, ma tutte le parti erano state scritte a computer dallo stesso Battiato, il quale ha sempre tenuto fede all’utilizzo di una traccia campionata insieme agli archi veri, una traccia che amava definire di stile «venosa», estratta dal brano Gesualdo da Venosa dall’album L’ombrello e la macchina da cucire del 1995».
Le immagini di Battiato a Milo
Intanto, Rai1 per primo, e poi altri canali, hanno trasmesso uno spezzone video con immagini recenti che vedono l’artista all’opera con lo stesso Pischetola e Francesco Messina, al suo fianco dal 1974, ricorda quest’ultimo: «Le immagini video risalgono al 10 e 11 agosto in quel di Milo dove ci siamo ritrovati per la messa a punto dei suoni e della copertina dell’album. Un album che definirei sinfonico, dove ascolto musiche che pur ascoltate tante volte riescono sempre ad emozionarmi. Per questo disco c’era un’idea di copertina che ho discusso con Franco, l’immagine richiama un’idea di uno spazio dilatato, con piccole figure che camminano nel mare Adriatico quando la bassa marea lo permette. Una foto ripresa con un semplice cellulare. Le indicazioni di Franco sono state come sempre precise, ha avvallato la scelta dei colori, ma mi ha tolto due immagini che avevo inserito».

«Franco sta bene ma non al punto da essere a Milano»
Non sono mancate le domande circa la salute dell’artista e nello specifico la realizzazione dell’inedito. «Franco sta bene - ha risposto Cattini - certo non al punto di essere qui oggi alla presentazione. E per quanto riguarda l’inedito è stato ultimato quest’anno, come anche l’arrangiamento è stato fatto su tracce precise lasciate da Battiato all’atto della realizzazione del provino, insieme alla voce guida che è rimasta quella registrata tra il 2016 e 2017».
A completamento Pino Pischetola aggiunge: «Voce guida che in tanti casi viene poi tenuta come buona per essere fissata su disco, è successo più volte con Battiato e succede con altri artisti coi quali abitualmente collaboro».
Nel frattempo i fans, ancora molti che si incontrano sui vari social dedicati al loro artista preferito, si interrogano e si dividono tra chi palesa dubbi e chi accoglie con favore questa nuova produzione. Uno di loro, tra i più veterani, ha scoperto e reso pubblico lo spartito del provino che Battiato fece alla Siae nel lontano 1970. Si tratta di Tommaso il cantautore. Mai pubblicato. Qualcuno l’ha mai sentita?